Monsanto e Cargill: molte le attività sospette, finanziate da Bill Gates

di Giuseppe Genova
In Misteri
6 maggio 2013
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Bill Gates e Monsanto, negli ultimi tempi, un binomio indissolubile. Ma realmente per il padre di Microsoft si tratta solo di un'impresa umanitaria e Monsanto opera per fini filantropici?

 

Bill Gates è ormai noto per essere diventato uno dei filantropi più facoltosi di tutto il mondo dopo aver abbandonato il timone della Microsoft, azienda informatica sviluppatrice del sistema operativo Windows e che, nel corso dei decenni, ha fatturato decine di miliardi di utili che lo hanno reso uno degli uomini più ricchi del pianeta.

Oltre a dedicarsi alla beneficenza, alla vaccinazione sperimentale per sconfiggere malattie che, ad oggi risultano ancora incurabili, Bill Gates si sta occupando anche del problema della fame nel mondo, schierandosi a fianco della multinazionale americana Monsanto che grazie agli organismi geneticamente modificati conta di sfamare tutte le persone sparse per il globo che vivono sotto la soglia di povertà. Secondo alcuni documenti risulta che Gates possiederebbe circa 500 mila azioni della Monsanto per un valore complessivo stimato a 23 milioni di dollari.
Tuttavia, non sembra essere tutto oro quello che luccica: innanzitutto, molte le perplessità sull’attività della multinazionale in Argentina, dove la Monsanto sfrutterebbe illegalmente la manodopera facendo lavorare migliaia di persone in condizioni veramente disumane e a redditi irrisori, oltre ai sospetti dell’azione dannosa dei pesticidi utilizzati dalla stessa ( basti pensare alla battaglia intrapresa da Sofía Gatica contro il colosso a stelle e strisce). In India, invece, lo sfruttamento messo in atto dalla Monsanto sembra aver  costretto molti agricoltori locali a suicidarsi a cause delle orribili condizioni di vita e degli scarsi raccolti degli OGM che non garantivano le entrate necessarie per sopravvivere e tirare avanti. Per non parlare, poi, di come l’ONU abbia chiaramente stabilito che gli OGM da soli non riusciranno mai a debellare la fame dal mondo.

 

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Bill Gates, inoltre, lavorerebbe a stretto contatto anche con la Cargill, un’altra multinazionale del settore che si è macchiata di altri crimini come lo sfruttamento della manodopera minorile usata soprattutto per le piantagioni di cacao che si trovano in Mali: i piccoli, tutti dai 12 ai 14 anni, vengono retribuiti con delle paghe da miseria e non sono nutriti a sufficienza per affrontare un lavoro così duro e faticoso.
Resta quindi da chiedersi come faccia un uomo della caratura di Bill Gates, che si professa filantropo e dalla parte dei più deboli e indifesi, a collaborare con società accusate di condotte tanto discutibili nei riguardi delle persone.
Tempo fa, Bill Gates si era reso disponibile a rispondere alle domande che gli utenti iscritti al social network Reddit gli avrebbero posto in occasione di una chat live con il fondatore della Microsoft: ma quando qualcuno ha provato a chiedergli delucidazioni in merito al patrimonio azionario di Monsanto possedute da lui, Gates ha fatto finta di nulla e non ha fornito nessuna risposta, deludendo così tutti coloro che invece si aspettavano una presa di posizione precisa e senza ambiguità.
Per Bill Gates si tratta di una macchia che sarà difficile da cancellare, tanto che la sua stessa immagine di autentico benefattore si sta lentamente appannando così come la reputazione delle multinazionali che approfittano della manodopera minorile per costruire le loro immense fortune.

 

 

 

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