Secca smentita dell’Egitto ai media occidentali: Regeni non è stato arrestato dagli 007

di Redazione
In Cronaca
15 febbraio 2016
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Il caso dell’uccisione di Giulio Regeni continua ad essere al centro dell’attenzione di stampa e televisioni occidentali, che continuano ad ipotizzare che il ricercatore italiano sia stato preso dalla polizia egiziana. Dal Cairo arriva una secca smentita.

 

Il caso di Giulio Regeni, sul quale continuano le indagini sia da parte egiziana che da parte italiana, continua a fare parlare stampa e televisioni. Le ultime notizie riferiscono di una smentita, effettuata dal ministero dell’Interno del Cairo, riguardo alle voci che si sono susseguite sulla stampa occidentale e che parlano di un intervento delle forze di sicurezza egiziano nei confronti del giovane ricercatore italiano, che sarebbe stato ritenuto una spia. L’agenzia di informazione egiziana Mena, ha comunicato proprio stamani la smentita delle autorità egiziane.

Nella comunicazione si legge che è stato negato che il 28enne friulano “sia stato imprigionato dalle autorità di sicurezza egiziane prima della sua morte”. Secondo quanto asserisce il Cairo, le informazioni che sono state pubblicate nei giorni scorsi dai media occidentali sono erronee, e c’è grande cooperazione nelle indagini tra gli investigatori italiani e quelli egiziani, con una grande squadra locale messa a disposizione per accelerare le ricerche. Il ministero dell’Interno egiziano ha inoltre comunicato che nuove notizie saranno diffuse quando si avranno dei risultati utili.

 

Il Corriere della Sera ha riportato che a Giulio Regeni era stato chiesto di “intensificare” il suo lavoro riguardo al sindacato egiziano, forza che si oppone al regime del presidente Al Sisi, e quindi si domanda dove siano finiti i report di Regeni, ed a chi siano stati inviati da parte del giovane ricercatore. Secondo il quotidiano milanese, gli investigatori italiani sono propensi a credere che la cattura del giovane italiano sia stata causata dalla voglia di appurare l’origine delle sue conoscenze e dei suoi contatti nel mondo del sindacato, da parte delle forze di sicurezza egiziani.

Per quanto riguarda le testimonianze relative all’accaduto, i Ros stanno vagliando tutto con la massima attenzione e non escludono che possano essere anche dei tentativi di depistaggio. Colti ad allontanare le indagini dalla strada che conduce alla verità. Un teste aveva dichiarato che dei poliziotti in borghese avevano catturato Regeni alle 17.30, ma la circostanza è smentita dal fatto che due ore dopo, lo stesso ricercatore italiano aveva scritto alla sua fidanzata su Facebook, oltre ad inviare un Sms ad un suo amico.

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