Sfregiata con l’acido: la Cassazione conferma la pena di 20 anni per Luca Varani

di Redazione
In Cronaca
11 maggio 2016
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La sentenza della Cassazione conferma la condanna per Luca Varani. Per l’ex fidanzato di Lucia Annibali, sfregiata con l’acido da due complici albanesi su commissione dello stesso Varani, la pena rimane 20 anni di carcere.

 

La Cassazione ha confermato le condanne stabilite dalla Corte d’Appello per i tre imputati nel caso dell’avvocatessa di Urbino sfregiata con l’acido il 16 aprile di 3 anni fa. Alla lettura della sentenza che conferma le pene per Varani ed i suoi complici, Lucia Annibali ha dichiarato:

“Ora posso riavere una vita normale”, ed ha poi continuato dicendo: “E’ un messaggio per tutti, la mia è una storia di speranza. Significa che non è mai finita”.

 

Le pene sono state confermate integralmente, così come tutti capi d’accusa che pendevano sugli imputati, i due albanesi che avevano eseguito materialmente l’attentato, Rubin Talaban e Altistin Precetaj e sull’ex fidanzato, Luca Varani, che aveva commissionato l’operazione perché non sopportava di essere stato lasciato dalla Annibali.

Varani dovrà scontare quindi 20 anni di carcere, mentre per i due complici la pena è di 12 anni. La pena di 20 anni era stata data anche in primo grado, con un processo tenuto con il rito abbreviato, e confermata nel processo di appello. Per i due complici invece l’appello aveva portato alla riduzione della pena ai 12 anni che sono stati ora confermati.

Nel corso del dibattimento davanti alla Cassazione, Luca Varani aveva cercato di far togliere dai capi di imputazione quello più grave, il tentato omicidio. Ma il procuratore generale aveva ribattuto dicendo che ogni richiesta presentata dall’imputato riguardo all’entità della pena da scontare, era da ritenersi “infondata”. Tutti gli elementi raccolti, secondo il pg concorrevano a determinare la sua responsabilità riguardo al tentato omicidio, come ad esempio la mancanza di alibi, il possesso delle chiavi, la manipolazione, a casa dell’avvocatessa, del tubo del gas, ed anche il movente.

In appello, la Corte di Ancona aveva respinto la richiesta, avanzata dall’imputato, di una nuova perizia riguardante la manipolazione del tubo del gas, ed il pg ha sottolineato come la decisione della Corte sia stata giusta. Oltre a parlare del suo caso, Lucia Annibali ha dichiarato di sentirsi molto vicina ai ragazzi milanesi vittime di un caso simile al suo. L’avvocatessa ha tenuto a ringraziare tutte le istituzioni, dai carabinieri che hanno svolto le indagini sul caso, alla Procura pesarese, e tutti i giudici che hanno deliberato sul suo caso. Dopo la sentenza e la soddisfazione per aver visto la conferma delle pene, uscendo dal tribunale, la donna è stata raggiunta da tanti amici e persone comuni che hanno voluto stringersi attorno a lei proprio per il coraggio dimostrato in questa occasione.

 

 

 

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