Taranto, donna aggredita in ospedale: fermato il responsabile

di Redazione
In Cronaca
10 agosto 2017
Commenti:

Potrebbe essere vicino alla soluzione il giallo relativo alla brutale aggressione di una donna di 73 anni a Taranto, ora dichiarata in stato di morte cerebrale: le forze dell'ordine hanno infatti fermato il presunto killer.

 

Nella giornata di ieri a monopolizzare le cronache cittadine a Taranto era stata la notizia di una brutale quanto inspiegabile aggressione, consumatasi presso la struttura ospedaliera della Santissima Annunziata ai danni di Maria Domenica Dursi, una donna di 73 anni che potrebbe presto essere dichiarata in stato di morte cerebrale.

Dopo le prime indagini, gli uomini delle forze dell’ordine sono riusciti a ricostruire la dinamica dell’accaduto e a procedere alla notifica dello stato di fermo per l’uomo che è considerato l’autore di quello che si configura come un delitto se verrà confermata, dopo un determinato numero di ore, la morte cerebrale. Stando al resoconto fornito dal pm della Procura tarantina, la donna era ricoverata in ospedale in osservazione quando è stata colpita con un corpo contundente (probabilmente un punteruolo) alla testa: a rinvenire la madre in una pozza di sangue è stato il figlio, tornato nella sua stanza dopo essersi allontanato per qualche minuto. Nonostante il trasferimento della 73enne nel reparto di Rianimazione, le sue condizioni sono apparse subito disperate.

 

Il responsabile dell’aggressione sarebbe D. M., un 42enne con problemi di tossicodipendenza, incastrato dalle immagini restituite dalle telecamere di sorveglianza e dalle testimonianze di alcuni membri del personale dell’ospedale: secondo il pm che si occupa dell’indagine, e che ha convocato una conferenza stampa nella tarda mattinata di oggi, l’aggressione potrebbe essere stata determinata da un raptus al momento inspiegabile e che l’avrebbe colto mentre si trovava presso il Pronto Soccorso del Santissima Annunziata.

Il comportamento strano e particolarmente aggressivo dell’uomo era peraltro stato notato da alcuni presenti: inoltre, l’aggressore era già noto al personale medico per alcuni problemi legati alla droga e ora sul suo capo pesa non solo l’accusa di omicidio, ma anche quella di “porto illegale di strumenti atti ad offendere”.

 

 

 

Commenta la notizia, cosa ne pensi?

 

  • Seguici su Facebook

  • Seguici su G+