Teramo, dottoressa uccisa fuori dall’ospedale: è caccia al killer che da tempo la stalkerava

di Redazione
In Cronaca
22 giugno 2017
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Un brutale assassinio, consumatosi ieri a Teramo e che ha visto una oncologa 53enne uccisa al di fuori di un ospedale, ha riacceso la polemica sul tema dello stalking: intanto è caccia al killer di cui si sono perse le tracce.

 

OMICIDIO IN PIENO GIORNO – La dinamica dell’omicidio e il fatto che la vittima sia stata protagonista di ripetuti episodi di stalking da parte del suo stesso killer hanno lasciato sgomenta la comunità di Teramo: infatti, nella giornata di ieri, all’uscita dall’ospedale della Val Vibrata di Sant’Omero, la struttura sanitaria dove lavorava come oncologa, la 53enne Ester Pasqualoni è stata sgozzata da un uomo che, in seguito, è fuggito a bordo di una Peugeot bianca. L’automobile, a detta di alcuni testimoni oculari, era stata notata più volte nel corso della giornata nei dintorni dell’ospedale prima della brutale aggressione, consumatasi attorno alle 16 quando la dottoressa aveva terminato il proprio turno.

A dare l’allarme è stato un infermiere che ha rinvenuto il corpo della Pasqualoni: al momento, i Carabinieri dell’Arma di Alba Adriatica (Teramo) sono sulle tracce del killer, la cui identità potrebbe coincidere con quella dell’uomo nei confronti del quale la vittima aveva presentato due denunce.

 

LE RIPETUTE DENUNCE CONTRO L’UOMO – Infatti, stando a quanto si apprende, Ester Pasqualoni aveva denunciato per due volte un uomo a causa dei ripetuti episodi di stalking: anche per questo motivo, al momento sono al vaglio non solo i tabulati telefonici del cellulare della donna, ma anche alcune cartelle cliniche dei suoi pazienti. Inoltre, a poche ore dall’assassinio, un’amica della donna si è immediatamente scagliata contro le forze dell’ordine e, con un lungo post pubblicato su Facebook e che in poco tempo è diventato virale, ha ricordato che le denunce della Pasqualoni erano state a suo tempo archiviate e che l’assassino potrebbe essere lo stalker di cui la donna, madre di due figli, le parlava da tempo. Pare infatti che l’uomo la perseguitasse oramai da alcuni anni, seguendola pure a lavoro, anche se non era un suo ex compagno e probabilmente nemmeno uno dei pazienti che aveva in cura.

 

 

 

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