Trieste, una pediatra dall’Azienda Sanitaria ha la tubercolosi: test d’urgenza per 3500 bambini

di Redazione
In Cronaca
29 settembre 2016
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L'Azienda Sanitaria di Trieste ha chiesto un test d'urgenza della tubercolina dopo la scoperta che una delle pediatre in servizio nelle strutture ospedaliere cittadine è affetta da TBC.

 

LA PEDIATRA CON LA TUBERCOLOSI – Le procedure d’emergenza sono immediatamente scattate anche se le autorità sanitarie hanno voluto, almeno per il momento, tranquillizzare la cittadinanza: la notizia che una delle pediatre in servizio presso la ASUI (Azienda Sanitaria Universitaria Integrata) del capoluogo giuliano è risultata essere affetta da tubercolosi ha infatti allarmato i genitori di coloro che erano stati sottoposti di recente a vaccinazione.

La pediatra in questione, che si occupava proprio di vaccinare i bambini, era in servizio tramite una convenzione presso i Distretti Uno, Due e Tre della locale Azienda Sanitaria e, secondo alcune stime, sarebbero quasi 3500 i bimbi (di cui 600 sotto il primo anno di età) con i quali potrebbe avere avuto un contatto.

 

Anche per questo motivo, sono stati decisi dei test d’urgenza della tubercolina per verificare se ognuno di loro possa aver contratto il temibile germe della TBC.

LE MISURE D’EMERGENZA ADOTTATE – In realtà, come specificato anche in un comunicato emesso dalla stessa ASUI, le possibilità che ci siano stati dei contagi sono molto basse.

I contatti tra la pediatra e i suoi piccoli pazienti sono stati tutti abbastanza rapidi e nell’ordine di massimo due minuti: dunque nulla a che vedere con le otto ore canoniche, individuate come intervallo di tempo necessario a contrarre la malattia infettiva.

Ad ogni modo, come misura precauzionale, è stata attivata la procedura di profilassi prevista in questi casi: nei prossimi tre mesi ci sarà un richiamo per tutti i 3500 bimbi e, in aggiunta, sarà prescritta anche l’assuzione di uno sciroppo; nella malaugurata ipotesi che i test della tubercolina portino a qualche risultato di positività, il bambino verrà preso in carico dall’IRCCS Materno-Infantile Burlo Garofolo. Per quanto riguarda invece la pediatra infetta, al momento è ricoverata presso l’Ospedale Maggiore della città nel reparto di Malattie Intensive ma, secondo quanto si apprende, il suo quadro clinico dovrebbe essere abbastanza buono.

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