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Green pass obbligatorio da settembre: ecco cosa cambia per scuola, università e trasporti

Settembre è ormai alle porte e il conto alla rovescia sta per giungere a termine. Dal primo giorno del prossimo mese, infatti, la certificazione verde sarà obbligatoria per docenti e personale scolastico. Ecco dove e quando servirà possedere il green pass per poter usufruire invece dei trasporti pubblici.

Lo scorso 6 agosto è stato approvato il decreto che a breve entrerà in vigore. Il green pass diventa dunque essenziale per docenti e pendolari.

Riguardo i trasporti, per i treni  la certificazione verde diventa obbligatoria per le corse su Intercity, Intercity Notte e Alta Velocita (Frecce e l’Alta velocità di Italo). Non verrà invece richiesto il green pass per tutte le corse dei treni regionali. Al contempo, la capienza massima di ogni vagone aumenterà del 30%. Ma la novità più rilevante è quella della reintroduzione dei controllori, i quali dovranno non solo verificare che tutti i passeggerei siano provvisti di green pass, ma che vengano rispettate le regole vigenti nei luoghi pubblici, come il rispetto del distanziamento e l’obbligo di indossare la mascherina.

Per quanto concerne gli aerei, il green pass diviene obbligatorio anche per i voli nazionali (lo era già per quelli europei).

I passeggeri di navi e traghetti che effettuano trasporto interregionale saranno obbligati a possedere il green pass. Unica eccezione prevista riguarda i collegamenti marittimi nello Stretto di Messina.

Per quanto riguarda i trasporti locali, come autobus regionali, tram e metropolitane l’accesso sarà libero senza green pass. Il green pass sarà obbligatorio per gli autobus che svolgono un servizio su un percorso che collega più di due regioni.

La vera svolta è però quella inerente al mondo della scuola. Il green pass sarà obbligatorio per professori e personale scolastico, ma non per gli studenti, che saranno liberi di scegliere se vaccinarsi o meno. Al contrario, per gli studenti universitari la certificazione verde sarà necessaria, sia per accedere alle lezioni in presenza che per svolgere gli esami.ù

Le sanzioni previste consistono in multe che possono variare dai 400 ai 1000 euro. I docenti che non rispetteranno le suddette prescrizioni andranno incontro alla sospensione e gli istituti potranno ricorrere alla loro sostituzione tramite supplenti.