Varese, 20enne scomparsa nel bosco di Marnate: fine del mistero dopo ore di angoscia

di Redazione
In Cronaca
18 ottobre 2017
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Nelle ultime ore è stato finalmente risolto il mistero legato alla scomparsa di una ragazza di 20 anni nel bosco di Marnate (Varese): ai Carabinieri il fidanzato 41enne aveva raccontato che era stata "rapita da due pusher".

 

LA SCOMPARSA DELLA 20ENNE NEL BOSCO – Dopo alcune ore di angoscia e l’ipotesi di un possibile rapimento (una tra le piste che i Carabinieri di Saronno avevano cominciato a seguire, tanto che era stato aperto un fascicolo contro ignoti), si è risolto senza alcuna conseguenza il mistero della scomparsa di una 20enne in provincia di Varese: di Dafne Scipio, 20enne originaria di Busto Arsizio ma residente a Gallarate (Varese), non si avevano più tracce dalla sera dello scorso 14 ottobre in quello che è conosciuto come “il bosco della droga”, ovvero una delle zone nei pressi di Marnate dove i pusher esercitano con frequenza lo spaccio di sostanze stupefacenti. Stando infatti a Matteo Alessandro Brambilla, il 41enne compagno della ragazza, si era trattato di sequestro di persona e nella sua versione fornita alle forze dell’ordine aveva anche negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda.

RISOLTO FINALMENTE IL “GIALLO” – L’uomo aveva raccontato di essere uscito in auto assieme alla Scipio e di essersi recato con lei nella suddetta zona boschiva: a suo dire, sarebbe stato aggredito da due cittadini stranieri che lui ha ritenuto essere degli spacciatori, prima che questi trascinassero via la ragazza. Successivamente, Brambilla ha provato ad uscire dal bosco per chiedere aiuto a dei passanti ma c’è un altro aspetto che ha contribuito a dare i toni del “giallo” alla vicenda: tornato nel bosco, l’uomo ha trovato la sua automobile avvolta dalle fiamme. Tuttavia, il ritrovamento della giovane, avvenuto nella serata di ieri, ha portato i Carabinieri a ricostruire alla fine la dinamica dei fatti: la 20enne è stata rintracciata presso l’Autogrill di Castronno in compagnia di un italiano e un maghrebino e ha raccontato agli inquirenti di aver cercato lei stessa i due spacciatori nel “bosco della droga”, ma di essere stata poi spaventata da un allarme che, a suo dire, indicava la presenza dei Carabinieri. Da lì la fuga, anche se non è ancora chiaro perché non abbia cercato di mettersi in contatto col fidanzato, aggiungendo invece di essere “stupita dal clamore” suscitato dalla vicenda.

 

 

 

 

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