«Voglio essere curato» Fabrizio Corona chiede la grazia a Napolitano

di Redazione
In Attualità
9 dicembre 2014
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Fabrizio Corona, con una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, chiede la grazia per potere essere curato. Corona non può lasciare attualmente il carcere in quanto ritenuto soggetto pericoloso.

 

La qualifica di “soggetto pericoloso” gli è stata attribuita dal reato ostativo (un reato che non consente appunto all’incriminato di lasciare il carcere, né ottenere percorsi rieducativi e terapeutici) che Fabrizio Corona ha commesso ai danni del calciatore David Trezeguet, per estorsione aggravata. Se, ottenuta la grazia, verrà tolto questo reato dalla lunghissima lista di effrazioni e crimini commessi da Fabrizio Corona, l’ex paparazzo potrà avere accesso all’affidamento terapeutico.

La lettera è stata spedita tramite il noto avvocato Ivano Chiesa. Si tratta ovviamente di una grazia parziale, che riguarda soltanto il reato di estorsione aggravata. Corona stesso precisa di non volere scappare dalla condanna od ottenere una grazia totale, e desidera scontare quanto ha da scontare; chiede solo che il reato commesso nei confronti dell’ex calciatore della Juventus Trezeguet si possa eliminare, in quanto necessita di cure e quindi di affidamento terapeutico. Fabrizio Corona punta anche sul fatto che David Trezeguet, ad una giornalista di La7, ha negato di essere stato minacciato dal paparazzo e di essersi sentito in alcun modo minacciato, dopo anni di silenzio.

 

Il magistrato di sorveglianza di Milano adesso valuterà la richiesta, prendendo in considerazione il comportamento avuto dietro le sbarre da Corona e altri fattori, come appunto l’eventuale perdono della vittima. L’ex paparazzo è in carcere già da due anni, e ne dovrebbe scontare quasi altri otto (inizialmente in totale erano 14 anni, poi ridotti quindi a 9 anni e 8 mesi). Dopo questa prima valutazione, tocca al Ministro della Giustizia Andrea Orlando esaminare, e infine l’ultima parola, come dice la Costituzione, tocca al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

 

 

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