Arabia Saudita, il re Salman nomina suo erede il figlio 31enne e modifica la linea di successione

di Redazione
In Mondo
22 giugno 2017
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Colpo di scena in Arabia Saudita: il sovrano Salman ha emanato a sorpresa un decreto in cui designa il 31enne figlio Mohammed bin Salman quale suo successore, ponendo fine così a una lunga tradizione dinastica.

 

LE MODIFICHE NELLA LINEA DI SUCCESSIONE – Anche se era salito al trono solo nel 2015, il re Salman programmava da tempo una svolta del genere che, secondo gli osservatori internazionali, può essere considerata epocale a causa del conservatorismo (politico e religioso) che da sempre caratterizza l’Arabia Saudita. Con un decreto emanato un po’ a sorpresa, infatti il sovrano (il secondo re dei cosiddetti Sette Sudayrī, dopo il fratello Fahd, scomparso nel 2005) ha nominato suo erede al trono il 31enne figlio Mohammed bin Salman, ponendo fine a una tradizione dinastica che durava da anni: in questo modo, il re permette al principe di “scavalcare” il cugino Mohammed bin Nayef che, proprio nella linea di successione, era il primo candidato a diventare re. La scelta è stata tuttavia dettata soprattutto da motivazioni di carattere politico, dato che l’81enne Salman avrebbe intenzione di dare una certa stabilità alla monarchia saudita che, per la prima volta, non sarà retta dunque da un ultrasettantenne.

NUOVO SCENARIO POLITICO PER L’ARABIA SAUDITA – Non è un caso infatti che, negli ultimi quarant’anni, si erano succeduti ben quattro sovrani, i cui regni avevano tutti avuto breve durata proprio per motivazioni legate all’età anagrafica. Insomma, la decisione di Salman (approvata a maggioranza dal Consiglio di Fedeltà) è dovuta non solo alle sue precarie condizioni di salute, ma anche alla volontà di compiere un vero e proprio rinnovo generazionale, in modo da dare alla penisola arabica maggiore stabilità e continuità nella gestione del potere.

 

D’altronde, negli ultimi anni in molti avevano paventato una soluzione simile dato che l’ascesa politica del giovane Mohammed ha rappresentato, per la prima volta, una sorta di collante tra due mondi rimasti per troppo tempo distanti, vale a dire le nuove generazioni di arabi e i palazzi del potere.

 

 

 

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