Bimba morta in auto ad Arezzo: si riapre il dibattito sui sistemi salvavita e sulle proposte di legge

di Redazione
In Cronaca
8 giugno 2017
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A seguito della tragedia avvenuta a Castelfranco di Sopra (Arezzo), dove una mamma ha dimenticato in auto la sua bimba, ritrovandola poi senza vita, si riaccende il dibattito sull'introduzione di sistemi salvavita per i più piccoli.

 

IL DIBATTITO SUI “SEGGIOLINI SALVAVITA” – Probabilmente sono state le alte temperature e l’essere rimasta chiusa in macchina per cinque ore, in mancanza di ossigeno, a causare la morte di una bimba di 18 mesi a Castelfranco di Sopra (Arezzo), dimenticata in auto dalla sua mamma: tuttavia, l’ennesima tragedia che chiama in causa alcune fatali dimenticanze dei genitori ha riaperto un dibattito che nell’opinione pubblica va avanti da tempo. Infatti, non solamente diverse associazioni, ma anche alcuni genitori che hanno vissuto questo dramma fanno pressione da anni affinché diventi obbligatoria l’introduzione di “seggiolini salvavita” creati ad hoc: non solamente a livello nazionale, ma anche locale (si veda il caso del Consiglio Regionale del Lazio), sono già state avanzate delle proposte in maniera trasversale ai diversi schieramenti politici, al fine di introdurre dei dispositivi di allarme che ricordino al genitore la presenza del figlio in auto.

LE PROPOSTE DI LEGGE E IL BREVETTO ITALIANO – Dopo mesi di silenzio, nel luglio scorso erano stati i deputati di Sinistra Italiana a sollevare in Parlamento la questione, spiegando che la loro proposta di legge, nell’ottica di una revisione delle norme del Codice della Strada (segnatamente l’articolo 172), mirava a rendere obbligatori i seggiolini dotati di un allarme che scatta nel momento in cui il motore dell’auto viene spento o la portiera viene chiusa, segnalando al conducente la presenza del bambino sui sedili posteriori.

 

La suddetta proposta è stata depositata in Parlamento nell’ottobre 2014, ma gli ultimi casi di cronaca hanno segnalato l’impellenza di una conversione in legge di queste disposizioni: inoltre, nell’ambito dell’ideazione di sistemi d’allarme destinati alle autovetture, esiste già un brevetto italiano che, messo a punto da un gruppo di studenti di un istituto di Bibbiena, era stato anche premiato dal CNR (Centro Nazionale delle Ricerche) per la sua innovatività.

 

 

 

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