Boldi, Proietti e Salemme ci riprovano con il cinepanettone. “Ma tu di che segno 6?”, recensione e trailer

di Redazione
In Cinema
10 dicembre 2014
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Che Natale sarebbe senza il suo cinepanettone. Ci riprovano Neri Parenti dietro alla macchina da presa e Boldi, in compagnia dei vari Proietti, Salemme e Ricky Memphis, ma il genere sembra ormai essere giunto ad un fisiologico tramonto.

 

Anche quest’anno gli amanti del cinepanettone potranno dirsi soddisfatti, visto che nelle sale sta per arrivare “Ma tu di che segno 6?“, pellicola diretta da Neri Parenti, al primo film dopo il divorzio dalla casa produttrice di proprietà del patron del Napoli, e con la presenza di un habituè di questo genere di film, quel Massimo Boldi che dopo la fine del sodalizio con Christian De Sica, non ha comunque rinunciato a questo tipo di pellicole.

Il film, che è stato prodotto dalla Keyfilms, è strutturato in cinque episodi che raccontano storie tra loro non collegate, se non dal fatto della presenza della tematica dei segni zodiacali e dell’oroscopo.
Con questa pellicola, che vede davanti alla macchina da presa, oltre a Massimo Boldi, alcuni artisti molto conosciuti dal pubblico nostrano, quali Gigi Proietti, Vincenzo Salemme e Richy Memphis (che qui fa largo uso della sua romanità), oltre ad alcuni comici della nuova generazione, noti sopratutto a chi segue le trasmissioni televisive come Zelig ( il bravo Pintus su tutti), il regista tenta di riportare agli antichi splendori un genere che appare da qualche anno in caduta libera, anche a causa dei mutati gusti del pubblico italiano, che appare incline a dare fiducia e credito ad un altro tipo di comicità. Per cercare di riportare gli Italiani ad apprezzare il cinepanettone il film è stato basato su una sceneggiatura scritta a quattro mani dai Vanzina e tenuta da loro nel cassetto per qualche anno.

 

Tuttavia, pur essendoci le migliori intenzioni da parte di tutti coloro che hanno partecipato a questa pellicola, il risultato appare non troppo soddisfacente: il problema non è tanto la bontà o meno degli ingredienti presenti in quest’ultimo episodio della italica saga dei cinepanettoni, quanto piuttosto in un genere che sembra aver fatto il proprio tempo.

 

 

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