Campania, arresti domiciliari per un giro di prostituzione: coinvolto anche il nonno di Fortuna Loffredo

di Redazione
In Cronaca
24 ottobre 2017
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Emerge un particolare inquietante dopo un'operazione dei Carabinieri di Casagiove (Caserta) contro un giro di prostituzione via web: tra gli uomini in manette anche il nonno della piccola Fortuna Loffredo.

 

COINVOLTO IL NONNO DI FORTUNA – A suo tempo il caso della piccola Fortuna Loffredo, la bimba di Caivano (Napoli) trovata morta il 24 giugno 2014 dopo essere stata lanciata dall’ottavo piano del palazzo sito nel Parco Iacp da Raimondo Caputo, un uomo che viveva nel suo stesso stabile e la violentava da anni, aveva shockato l’Italia non solo per l’efferatezza del gesto ma anche per la torbida storia che vi era dietro. E nelle ultime ore la vicenda è tornata sulle prime pagine dei quotidiani dato che un’operazione condotta dai Carabinieri di Casagiove (Caserta) ha portato alla notifica degli arresti domiciliari ad alcune persone che sarebbero coinvolte in un giro di prostituzione gestito attraverso il web: la notizia sta avendo risalto perché tra i tre indagati c’è anche il nonno della bimba di sei anni, particolare questo che getta una nuova, sinistra ombra sull’omicidio di tre anni fa.

LA GESTIONE DELLE “CASE DI APPUNTAMENTI” – Secondo gli inquirenti che si stanno occupando del caso, i due “domiciliari” e l’altro obbligo di dimora disposti nei confronti degli accusati si sono resi necessari dopo che è venuta alla luce una vera e propria rete basata su annunci su siti Internet e la gestione di “case di appuntamento” tra i Comuni di Caserta, San Nicola La Strada e Casapulla (anche questi ultimi nel casertano): oltre al nonno di Fortuna, i provvedimenti cautelari sono scattati per L. R. e A. Z. che gestivano questa associazione per delinquere “finalizzata allo sfruttamento della prostituzione”.

 

Al momento non si conoscono ancora molti dettagli sulla vicenda, ma quello che è certo è che la rete si basava sull’utilizzo di alcune abitazioni (adesso sequestrate) che venivano affittate a dei prezzi più bassi di quelli di mercato e poi subaffittate a cifre esose per permettere a squillo e anche trans di accogliere i clienti. Ad ogni modo, gli affitti duravano da una a tre settimane e pare che fosse proprio il nonno di Fortuna a gestire gli appartamenti e ad accompagnare le ragazze nelle abitazioni.

 

 

 

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