Cucchi, note sulla salute modificate dai carabinieri a processo: “Un ordine dall’alto”

di Redazione
In Cronaca
18 aprile 2018
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Al processo per la morte di Stefano Cucchi sono imputati 5 carabinieri con l'accusa di omicidio preterintenzionale. Nell'ultima udienza sono stati ascoltati dai giudici due carabinieri che hanno ammesso: "modificate le note sullo stato di salute"

 

Accusano i vertici dell’Arma di avere imposto di modificare le note sullo stato di salute di Stefano Cucchi dopo l’arresto.

A rivelare il particolare non di poco conto sono stati due carabinieri, testimoni al processo che vede imputati cinque carabinieri, tre dei quali con l’accusa di omicidio preterintenzionale. I due militari furono i primi ad avere in custodia Cucchi nell’ottobre del 2009, per una notte intera e fino al mattino successivo quando lo portarono nel tribunale per la convalida dell’arresto.

 

Cucchi, come è noto, morirà di lì a poco senza una motivazione precisa. Dopo il processo a medici e infermieri ora alla sbarra ci sono i 5 militari.

Le due note di salute non riconosciute dai due carabinieri parlavano di un Cucchi che

“dichiara di soffrire di epilessia, manifestando uno stato di malessere generale verosimilmente attribuito al suo stato di tossicodipendenza e lamentandosi del freddo e della scomodità della branda in acciaio”.

Inoltre secondo le note modificate il ragazzo dichiarava di

“essere dolorante alle ossa sia per la temperatura freddo-umida che per la rigidità della tavola da letto”.

Le note originali che i militari hanno ammesso “sono state modificate” e quindi parzialmente false riportavano che Cucchi

“dichiarava di avere forti dolori al capo, giramenti di testa, tremore e di soffrire di epilessia”,

e anche che Cucchi

“riferiva di avere dolori al costato e tremore dovuto al freddo e di non potere camminare”

I due esponenti delle forze dell’ordine hanno dichiarato

“Non ricordo chi diede l’ordine, ma fu sicuramente un ordine gerarchico“.

Insomma, un’ammissione sul fatto che l’Arma tentò di modificare le carte sullo stato di salute del geometra romano che dopo aver trascorso diversi giorni in cella e in ospedale senza poter ricevere la famiglia morì a 31 anni. Ora la sorella si batte per ottenere la verità.

Un altro teste chiave è stato ascoltato dai giudici ed è l’avvocato Giorgio Rocca, la difesa di ufficio per Cucchi dopo l’arresto. Nel processo di convalida secondo l’avvocato

“Cucchi era ostile verso i carabinieri perché riteneva di essere stato arrestato ingiustamente. Prima dell’udienza ebbe battibecchi continui con loro, non era calmo. Mi disse che non l’avevano maltrattato, ma che lui era fatto così”.

 

 

 

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