Fonti parlano di un areo ipersonico, in grado di raggiungere i 20 mach, scomparso, Tutto all'interno del progetto Falcon

di Giuseppe Genova
In Misteri
9 giugno 2012
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Continuano le ricerche ad opera della Darpa l’agenzia americana che si occupa dei progetti avanzati di difesa degli Stati Uniti( alla quale, molti ignorano, si debba l’invenzione del protocollo TCP/IP alla base del funzionamento di Internet, inizialmente architettato dagli uomini della Darpa come arma tattica in caso di guerra nucleare). Uno degli ultimi progetti, la messa nello spazio del progetto Falcon, aereo ipersonico che dovrebbe raggiungere, nelle intenzioni dei propri progettisti, la velocità inimmaginabile di Mach 20, cioè circa 23.000 km/h. Una velocità che sembra essere stata raggiunta in modo stabile dal veivolo per 3 minuti e che, se realizzata, consentirebbe allo stesso di raggiungere qualsiasi posizione sulla Terra in un'ora. Evidenti le potenzialità belliche del mezzo, capace di trasportare testata nucleari del peso di Kg. 2.500.

 

La segretezza in certi casi è d’obbligo, soprattutto quando si testano dei mezzi di grande importanza strategica, come l’aereo ipersonico in grado di superare di oltre venti volte la velocità del suono che la statunitense DARPA (Defence Advanced Research Projects Agency) ha realizzato nell’ambito del progetto Falcon.
Si sa che il velivolo, senza pilota a bordo, sarebbe in grado di raggiungere qualsiasi obiettivo della Terra in meno di un’ora e di trasportare anche una testata nucleare fino a un peso di 2.500 chilogrammi. Progetto dunque segretissimo e delicatissimo, peccato che la DARPA sia riuscita a perdere ogni contatto con questo gioiello tecnologico proprio durante il volo di prova.

Il Falcon 2(Vehicle Technology Falcon Hypersonic 2) era decollato, dalla base di Vandenberg, a nord-ovest di Santa Barbara negli Stati Uniti,  grazie a un razzo, Minotaur IV della Orbital Sciences Corp, che l’ha portato nello spazio, ma alcuni minuti dopo il distacco si è interrotto ogni contatto tra l’aereo e la base. Il Pentagono si è così ritrovato nella circostanza di dover ammettere che, probabilmente, doveva essere precipitato nel Pacifico visto che si trovava sulla sua rotta di rientro, ma tutto è rimasto solo al livello di supposizioni perché il Falcon è letteralmente sparito.

 

 
Ora nuove voci asserirebbero che invece il velivolo sarebbe andato incontro a un’autodistruzione in quanto il rivestimento esterno, composto di speciali materiali in grado di resistere a temperature fino a 800 gradi, avrebbe ceduto e si sarebbe incendiato.
Anche in questo caso però non siamo di fronte a certezze e perdere un velivolo il cui progetto è costato all’incirca 300 milioni di dollari non depone certo a favore della competenza della DARPA che dovrebbe portare a termine e rendere operativo il Falcon entro il 2025.

 

 

 

 

 

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