Iniziato il summit per giungere alla verità sull’omicidio Regeni

di Redazione
In Cronaca
7 aprile 2016
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Potrebbe avere un "accelerazione importante" sulla ricerca della verità dell'omicidio di Giulio Regeni la visita degli investigatori egiziani presso la procura di Roma programmata per oggi.

 

E’ iniziato alle 10.00 il primo incontro tra gli investigatori egiziani e gli uomini della procura di Roma, per cercare di fare luce sul barbaro omicidio del nostro giovane connazionale Giulio Regeni.

Gli egiziani sono arrivati ieri all’aeroporto, portando con sé le risultanze di due mesi di indagini, indagini che fino a questo momento non sono riusciti a fare luce sulla sparizione, ed il successivo assassino del giovane dottorando friulano.

 

Tante sono le attese riposte dagli italiani, innanzitutto essi sperano che gli investigatori siano riusciti a estrapolare i dati dai ripetitori telefonici che hanno agganciato il cellulare di Regeni, farlo potrebbe portare a sapere dove Giulio abbia passato gli ultimi istanti della sua vita.

Interessanti potrebbe essere anche la visione dei nastri della videosorveglianza tratti dalle telecamere delle rete cittadina, da essi si potrebbe valutare se Regeni sia stato prelevato da uomini dei servizi, cosa che gli inquirenti egiziani hanno sempre negato.

L’incontro è stato fissato per cercare di stemperare le tensioni che in questi mesi si sono accumulate tra gli inquirenti del Cairo e la procura di Roma, esso però vive della tensione, che la mancanza di verità e i tanti depistaggi di queste ultime settimane, hanno innescato.

Di ieri le parole del Ministro Gentiloni, che effettuando un’ audizione in Senato ha sottolineato come il summit odierno è l’ultimo tentativo per ricercare una “verità inseguita da oltre sessanta giorni”, se esso non dovrebbe fornire le prove che il governo egiziano sia collaborativo, non si possono escludere azioni eclatanti da parte dell’esecutivo, che potrebbero finanche portare alla rottura delle relazioni diplomatiche.

Regeni, nato nel 1988, si trovava al Cairo per effettuare uno studio sul sindacato egiziano. Scomparso alla fine di gennaio, il suo corpo è stato ritrovato in un fosso il 3 febbraio, sulla salma evidenti segni di tortura. Il ministro degli esteri egiziano ha sempre negato un coinvolgimento dei servizi, quest’ultimi però erano sicuramente interessati al lavoro di Giulio, e il summit di queste ore dovrebbe servire a capire se oltre “l’interesse istituzionale” essi siano stati implicati nel barbaro omicidio.

caso regeni vertice

 

 

 

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