ISIS, sgominata la cosiddetta cellula dei “Beatles”: catturati a gennaio in Siria due jihadisti britannici

di Redazione
In Mondo
9 febbraio 2018
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È notizia delle ultime ore la cattura di due guerriglieri dell'ISIS in Siria, noti da tempo all'intelligence britannica dato che appartenevano alla cellula terroristica dei cosiddetti "Beatles" e che faceva a capo a Jihadi John.

 

Al momento mancano ancora le conferme ufficiali da parte del Governo britannico, ma è diventata nelle ultime ore di pubblico dominio l’indiscrezione secondo la quale in Siria è stata sgominata una delle cellule terroristiche affiliate all’ISIS più sanguinarie, nonché probabilmente più mediatizzate. Secondo quanto si apprende dalle fonti vicine al Ministero degli Esteri di Sua Maestà, l’operazione è stata portata avanti in cooperazione con delle forze militari curde e ha permesso di catturare due cittadini di nazionalità inglese appartenenti al cosiddetto gruppo dei “Beatles”, quattro foreign fighters che facevano capo al famigerato Jihadi John, il terrorista apparso spesso in video prima delle esecuzioni dei giornalisti statunitensi James Foley e Steven Sotloff e dichiarato morto nel 2015 a seguito dell’attacco di un drone nei pressi di al-Raqqa.

Le reazioni a Londra e a Washington
In realtà, la cattura dei due membri della cellula di esecuzione (El-Shafee el-Sheik e Alexanda Amon Kotey) risalirebbe allo scorso gennaio, mentre la sorte degli altri due “Beatles” era nota: se Mohammed Emwazi, alias Jihadi John, era stato ucciso circa tra anni fa, il quarto componente di questo gruppo dedito alla detenzione e successiva decapitazione di ostaggi occidentali, Aine Davis, si trova attualmente detenuto in Turchia con l’accusa di terrorismo internazionale.

 

L’operazione ha immediatamente provocato le reazioni del Ministero degli Esteri britannico e del Dipartimento di Stato a stelle e strisce: se nel primo caso, come detto, Boris Johnson non ha voluto confermare il successo dell’operazione in Siria, parlando semplicemente di “inchieste ancora in corso“, dall’altra sponda dell’Oceano si sottolinea come specialmente Kotey “ha ucciso diversi ostaggi” ricorrendo persino a metodi di tortura “particolarmente crudeli”, evidenziando inoltre il suo ruolo di interprete per gli altri guerriglieri del sedicente Califfato islamico e di braccio destro dello stesso Jihadi John.

 

 

 

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