L’Etna sta scivolando nel Mar Ionio: si teme tsunami, l’allarme dei ricercatori

di Redazione
In Italia
12 ottobre 2018
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Paura per l’Etna che starebbe scivolando verso il mare con il rischio di uno tsunami. Se tutto ciò avvenisse le conseguenze sarebbero catastrofiche. A sostenere questa tesi sono i ricercatori del GEOMAR Helmholtz Centre for Ocean Research di Kiel

 

Si teme uno tsunami

I ricercatori hanno paragonato lo scivolamento dell’Etna nel mar Ionio ad un terremoto molto lento. Morelia Urlaub, una delle ricercatrici che ha lanciato l’allarme, ha dichiarato che già nel 2017 il versante sud-orientale era scivolato di 4 centimetri verso il mare e abbassato di ben 1 centimetro in 8 giorni. Il rischio è quello di un collasso che provocherebbe uno tsunami.

Il fianco sud est dell’Etna, ha precisato la ricercatrice, avrebbe così cambiato la sua posizione a causa della gravità e non all’attività magmatica come si era sempre pensato. A rincarare la dose è Heidrun Kopp, coordinatrice del team GeoSEA, secondo cui la pendenza dipenderebbe dalla gravità e c’è il serio rischio di un collasso in mare, un evento catastrofico nel Mediterraneo. Ovviamente si tratta di un fenomeno per cui è anche impossibile fare previsioni. Non si sa se e quando ciò potrebbe avvenire.

 

Che cosa potrebbe provocare

Lo conferma anche il ricercatore Francesco Guglielmino, che insieme a Alessandro Bonforte e Giuseppe Puglisi dell’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) di Catania hanno partecipato allo studio :

“Lo scivolamento verso il mare avviene sia in presenza che in assenza di eruzioni. Il suo motore non è quindi nel cono vulcanico, ma in mare, è come se non avesse i piedi”.

Insomma, si tratta di un fenomeno che richiede un costante monitoraggio per evitare una strage. Si pensa, infatti, che il cedimento totale del vulcano possa provocare un disastro in una vasta area popolata a causa dello tsunami. Ad oggi il fianco incriminato è monitorato da una rete di transponder sottomarini per scongiurare il rischio, ma servirebbe una rete di sensori acustici e transponder più precisi per poter seguire al meglio l’evoluzione dello scivolamento.

L’Etna resta, insomma, un sorvegliato speciale per evitare quella che, in un futuro forse neppure troppo lontano, potrebbe essere una strage naturale mai vista in Italia.

 

 

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