Libertà di stampa: l’Italia crolla in classifica, mafie e querele i lacci che imbrigliano il nostro giornalismo

di Redazione
In Attualità
18 febbraio 2015
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Crollo verticale per il nostro Paese in seno alla classifica, annualmente redatta da RSF, relativamente alla libertà di stampa nel Mondo. Italia che perde 24 posizioni e ora, al 73 posto, è dietro a Paesi quali Moldavia, Senegal e Georgia e a mille anni luce dai virtuosi paesi scandinavi.

 

La libertà di stampa sempre più in pericolo. Il Mondo, infatti, sembra aver compiuto un ulteriore passo indietro relativamente a conquiste che tendiamo a dar come scontate, quali diritto di cronaca e  libertà di parola.

Secondo RSF, Reporter senza Frontiere, sono drasticamente calate le libertà d’espressione in tutto il Globo.
Il rapporto stilato nei primi mesi del 2015, fa notare come quasi tutti i Paesi civilizzati abbiano perso posizioni nella classifica generale delle Nazioni con maggior libertà di stampa.
Come sempre,inutile sottolinearlo, ai primi posti troviamo i paesi scandinavi che guidano da leader assoluti la categoria come giornalisti più liberi in assoluto.
In fondo, prevedibile come ogni anno, troviamo Stati schiacciati da dittatura più o meno visibili o preda di feroci conflitti o di  instabilità politiche come, ad esempio, Corea del Nord,  Cina, Eritrea, la Siria,  Nigeria e l’Iraq, tra gli altri.
Classifica che non arride neppure al Belpaese, l’italia, infatti, ha subito un forte arretramento passando dal 57° posto del 2013 al 73° posto. Un balzo indietro incredibile che piazza lo Stivale dietro a realtà non esemplari quali Moldavia e Nicaragua.
Secondo RSF tutto il Mondo sta subendo la pressione del terrorismo e delle sue minacce. Molti contesti nazionali nei quali esiste  un focolaio criminale che ne impedirebbe o quanto meno limiterebbe il diritto di cronaca. Dal terrorismo nigeriano di Boko Haram, all’Isis, dalla Mafia ai narcotrafficanti latino americani, nessun giornalista può ormai dirsi libero: minacce, assedi, attentati, ritorsioni, questo è il clima con il quale troppo spesso un giornalista deve convivere.

 

In Italia, l’Associazione Non Profit chiamata “Ossigeno per l’Informazione“, ha registrato un triste incremento di denunce per minacce ed intimidazioni.
Sempre più spesso, vengono lanciate nei confronti dei giornalisti vere e proprie spedizioni punitive: ormai prese di mira sono le auto, le proprietà private o la persona stessa che riceve per intimidazione, proiettili in busta anonima, croci dipinte sulle vetture o davanti a casa.
Quello, inoltre,  intimidisce l’universo dell’informazione   è poi l’arma che viene usata ormai molto frequentemente dai gruppi criminali: le querele per diffamazione. Una sorta di muro di gomma contro il quale sbattono gli onesti lavoratori della carta stampata, del web news e della tv di informazione. Una denuncia spesso, se non sempre, ritenuta ingiustificata, ma purtroppo efficace come atto di intimidazione.
Secondo Lorusso, segretario FNBI, se non verrà modificata la legge sulla diffamazione discussa in questi giorni, ci sarà un vero e proprio omicidio per la libertà di stampa. Al momento la legge non prevede una vera e propria tutela al diritto di cronaca né tanto meno spinge a scoraggiare l’uso della querela ingiustificata.
Leggendo la classifica delle minacce e delle ripercussioni contro i giornalisti in Italia, troviamo il Lazio al primo posto, seguito da Campania, Lombardia e Sicilia. La Valle d’Aosta è per il momento ultima, per le zero denunce effettuate ad oggi.
Sul sito di “Ossigeno per l’informazione”, si trovano interessanti quanto sconvolgenti dati statistici. Solo dal 2006 ad oggi, si contano 2192 vittime di ritorsioni, inclusi danneggiamenti alla persona, telefonate minatorie, spari e lettere di minacce. Sono elencati i nomi e le denunce e basta dare un’occhiata ai numeri per comprendere come la situazione stia lentamente, e nel silenzio generale, degenerando.

La denuncia da parte degli organi di stampa, sta cercando di far comprendere alla società civile quanto grave sia la mancanza di libertà che sta prendendo sempre più piede nel Mondo. Non si possono perdere di vista quelle conquiste importanti per le quali, nel passato, migliaia di persone hanno lottato con i denti e con le unghie. La libertà di stampa misura la libertà del popolo stesso. Una libertà di espressione. Una libertà imprescindibile per il progresso del genere umano.

 

 

 

 

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