Milano, arrestato il “killer del tallio”: il 27enne nipote dei Del Zotto accusato di omicidio premeditato

di Redazione
In Cronaca
7 dicembre 2017
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Svolta nelle indagini a Nova Milanese nel giallo del "killer del tallio": dopo il ritrovamento del metallo ieri nelle erbe di una tisana, i Carabinieri di Milano hanno arrestato il 27enne nipote della coppia uccisa con l'accusa di omicidio.

 

ARRESTATO IL PRESUNTO AVVELENATORE – A quasi due mesi dalla morte degli anziani Giovanni Battista Del Zotto e sua moglie, Gioia Maria Pittana, oltre che della più giovane zia Patrizia, nel giro di poche ore sembra essere stato risolto il giallo della morte di tre persone, avvelenate da una dose letale di tallio e che aveva invece risparmiato un altro nucleo familiare (alcuni parenti dei Del Zotto), intossicando ben cinque persone.

Dopo il ritrovamento di tracce di tallio nelle erbe presenti in una terrina rivenuta a casa dei Del Zotto, e con le quali avrebbero preparato la tisana che li ha uccisi, ieri gli uomini del Comando dei Carabinieri di Milano ha proceduto ad arrestare il 27enne nipote della coppia con l’accusa di triplice omicidio con l’aggravante della premeditazione. Infatti, sin da quando era stato chiaro che il responsabile della morte dei tre era il tallio, si è abbandonata qualunque pista legata a un avvelenamento casuale e gli investigatori hanno subito privilegiato quella dell’omicidio.

 

MANCA IL MOVENTE – Stando a quanto si apprende, la tesi degli inquirenti è che Mattia Del Zotto abbia somministrato loro un dose di solfato di tallio, “nascondendolo” tra le erbe che poi sarebbero state usate per preparare una tisana: al momento, tuttavia, non trapelano informazioni su quale potrebbe essere stato il movente che ha spinto il 27enne a uccidere i nonni e la zia, rischiando di far morire anche il marito e la sorella di Patrizia Del Zotto, ricoverati a metà novembre in ospedale assieme ai due nonni materni del ragazzo e a una badante che però si sono salvati.

Quello che è certo è che, una volta che i Carabinieri hanno appreso i risultati dei test effettuati dall’Istituto Zooprofilattico di Torino su dei campioni di erbe prelevati dall’abitazione, le indagini hanno subito un’accelerata e il cerchio si è stretto attorno al ragazzo.

 

 

 

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