Misteri

Muos: Crocetta come Mattei? Dietro agli impianti Usa, poteri troppo forti!

Risale allo scorso mese la coraggiosa decisione del Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, di revocare l’autorizzazione per la realizzazione del Muos, l’impianto militare statunitense di antenne satellitari; tuttavia i lavori all’interno della base continuano senza sosta e intorno alla vicenda salgono le tensioni.

AUTORIZZAZIONE REVOCATA – Nonostante la decisione del nuovo Governatore isolano di revocare le autorizzazioni per lla struttura bellica statunitense, i lavori all’interno del Muos proseguono e gli Stati Uniti giustificano la loro decisione sulla base del Protocollo di autorizzazione concesso nel 2011 dall’allora ministro della Difesa La Russa e dal precedente Presidente della Regione Lombardo.

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POTERI FORTI ALLE SPALLE DEL MUOS – La prosecuzione dei lavori nell’impianto militare contro il suo volere, fa salire la tensione di Crocetta che dichiara di sentirsi come seduto su una polveriera. Alle spalle del Muos infatti, secondo alcune voci, ci sarebbero i più forti poteri dell’economia mondiale che per conseguire dati propositi non si fermano davanti a nulla, tanto meno a un Presidente della Regione. La vicenda riporta alla mente il caso Mattei, il Presidente dell’Eni che negli anni ’60 morì in un attentato aereo. Mattei aveva ostacolato il gioco di potere delle Sette Sorelle concentrandosi su un’innovativa politica energetica nazionale che aveva l’obiettivo di rendere in futuro l’Italia libera dalla loro influenza economica e politica. Un personaggio scomodo quindi che andava fatto fuori e tale scopo venne realizzato dalla mafia: ma essa non intervenne da sola. L’attentato era infatti troppo complesso e troppo ben architettato per non aver implicato l’intervento di forze e autorità ben radicate nel tessuto economico-politico nazionale e internazionale di allora.

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MAFIA E POTERE – Come testimoniano gli atti delle indagini sull’attentato a Enrico Mattei, esso venne ufficialmente realizzato grazie alla cooperazione tra la mafia italiana e quella americana che vedevano nella politica energetica del Presidente dell’Eni un pericolo anche per i loro interessi economici.
Tuttavia, come lo stesso Crocetta ricorda, le testimonianze di alcuni pentiti hanno lasciato intravedere la possibilità che la mafia americana fosse intervenuta con l’appoggio della Cia e delle autorità governative USA, per preservare gli interessi delle grandi compagnie petrolifere americane.
Il neo eletto con la sua decisione di non appoggiare il Muos ha senza dubbio messo i bastoni tra le ruote a soggetti economici e politici molto potenti; non sembra quindi totalmente da escludere la possibilità di un tentativo da parte della mafia, appoggiata da forti potenze internazionali, di mettere fine alla sua azione. D’altra parte è nota la collaborazione che da sempre Cosa Nostra ha fornito ad una parte dei poteri anche istituzionali.

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