Presidenziali USA: la polmonite di Hillary mischia le carte

di Redazione
In Mondo
13 settembre 2016
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Nonostante la conquista della "nomination" ottenuta contro il senatore Sanders, l’ex segretario di stato Hillary Clinton non è sicura di partecipare alle elezioni di novembre, soprattutto per le sue condizioni di salute.

 

Hillary Clinton ha dovuto abbandonare la manifestazione in ricordo dell’11 Settembre. Inizialmente il suo staff aveva detto che la candidata democratica era stata colta da un “colpo di sole” e per questo necessitava di qualche ora di riposo, poi a malincuore il suo capo della comunicazione ha dovuto ammettere che la donna è affetta da polmonite, malattia non gravissima ma inabilitante, almeno per qualche giorno.

L’ex “First lady” ha dovuto per questo annullare due comizi, inoltre la sua campagna elettorale è stata “riprogrammata” soprattutto per la decisione dei suoi medici di non esporla a troppi rischi.

 

Per questo motivo,  nonostante l’appoggio di molte star americane, non ultima l’attuale “First Lady” Michelle, Hillary rischierebbe di uscire dalla scena. I cittadini non hanno gradito la sua malattia e non lo hanno fatto per due motivi, da una parte la paura di eleggere un presidente malato, dall’altro la scelta dello staff e dalla stessa candidata di nascondere una malattia definita dai media USA abbastanza importante.

Ci sono inoltre i continui attacchi dello sfidante Trump, immediatamente pronto a cogliere l’opportunità e affermare che in caso di vittoria di Hillary, l’America avrebbe un “presidente a mezzo servizio”.

La dirigenza del partito democratico si è per questo immediatamente attivata, spulciando i regolamenti del partito si è scoperto infatti che in caso di abbandono del candidato presidente, potrebbe essere indetta una nuova “convention di partito”, convention che in maniera urgente dovrebbe indicare un nuovo candidato.

L’eventualità, che non è tanto remota, potrebbe riportare in auge l’attuale vicepresidente Joe Biden, che gode dei favori del popolo, soprattutto da quando lo scorso anno abbandonò la campagna per diventare candidato presidente, dopo la tragica morte del figlio per una malattia incurabile.

Potrebbe ritornare alla ribalta anche il senatore Bernie Sanders, ultimo sfidante ad abbandonare la corsa per lo “scettro democratico”, visto dal popolo come un “leone indomito”, quel leone che forse servirebbe per mettere a tacere Trump.

Insomma, i giochi sono tuttora aperti e una malattia potrebbe cambiare il corso della storia mondiale.

 

 

 

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