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Sorpresa in Israele, Netanyahu vince la “battaglia” elettorale

Il mondo, soprattutto quello occidentale, lo dava sconfitto in partenza, ma Netanyahu con il classico colpo di coda, vince le elezioni ed assicura al suo partito la maggioranza con la conquista di 30 seggi all’interno della Knesset.

Il premier che presto riceverà l’incarico di formare il nuovo governo, sarà al suo quarto mandato presidenziale. In campagna elettorale ha promesso di schierarsi a sfavore della creazione di uno stato palestinese, e per questo era inviso a tutti i leader occidentali.

Netanyahu probabilmente cercherà l’accordo con i maggiori religiosi del paese, e punterà ad avere una maggioranza solida all’interno del parlamento israeliano. Netanyahu nel novembre scorso si era dimesso perché, a detta sua, l’ex coalizione di centro destra si presentava indisciplinata, e con essa era impossibile far avere allo stato israeliano la “grandezza ideologica” che meritava.

La vittoria non è ancora stata commentata dai grandi del mondo, ma fonti vicine al dipartimento di stato americano evidenziano come il presidente Obama si dica amareggiato. Netanyahu è visto, infatti, come un grosso problema nel processo di pace nei territori arabi e la sua vittoria potrebbe mettere la parola fine, a qualsiasi tentativo da parte degli americani di pacificare la zona.

Alcuni osservatori fanno risaltare come la campagna del nuovo premier israeliano sia stata condotta tutta all’attacco, soprattutto sulla situazione palestinese. Il nuovo leader è un vero è proprio falco e la sua vittoria potrebbe dare il via a una repressione violenta dei sostenitori dello stato palestinese.

La vittoria è stata riconosciuta immediatamente dal capo del partito di centrosinistra (Isaac Herzog), che ha subito telefonato all’avversario politico augurandogli buon lavoro. Si attende adesso il conferimento dell’incarico e la successiva presentazione della lista di governo, che Netanyahu ha più volte dichiarato di avere già pronta.

Benjamin Netanyahu nato nel 1949 ha un passato nell’antiterrorismo israeliano, ed è stato molto vicino ai “pensieri americanisti”, passato che però adesso rinnega in maniera molto convinta.

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