Strage di Berlino: Anis Amri era già stato segnalato all’Italia dalle autorità tedesche

di Redazione
In Cronaca
28 dicembre 2016
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A più di una settimana dalla strage di Berlino si continua a scavare nella vita di Anis Amri, l'attentatore che con un tir ha ucciso 12 persone nei pressi di Breitscheidplatz.

 

LA SEGNALAZIONE TEDESCA – Emergono nuovi dettagli a proposito di Anis Amri, il tunisino di 24 anni ucciso nei giorni scorsi in Italia e responsabile della morte di 12 persone il 19 dicembre a Berlino, quando con un tir si era lanciato sulla folla di uno dei tradizionali mercatini di Natale presenti a Breitscheidplatz. Grazie al coordinamento delle indagini tra la Polizia italiana e l’intelligence tedesca si sta lentamente ricostruendo la storia criminale del giovane attentatore e anche i suoi ultimi movimenti, dalla precipitosa fuga in Francia a seguito della strage all’arrivo in Italia nell’hinterland del milanese. Tuttavia, le ultime rivelazioni potrebbero mettere in imbarazzo il sistema di sicurezza del nostro Paese dato che, secondo quanto si apprende, circa 7 mesi fa ai servizi di anti-terrorismo italiani era arrivata una segnalazione dagli omologhi della Germania proprio riguardo ad Amri.

L’INDAGINE PARALLELA – All’epoca, infatti, il ragazzo era già ricercato perché inserito in una “rete di radicali islamisti”: il 10 maggio scorso, stando all’emittente tedesca WDR (Westdeutscher Rundfunk Köln), la Polizia della Renania Settentrionale-Vestfalia aveva segnalato alle autorità italiane il profilo di Amri, definendolo “pericoloso” e invitando a trattenerlo in caso di identificazione.

 

Al momento, l’indiscrezione non è stata ancora verificata e l’indagine parallela condotta dalla Digos di Milano sta ancora provando a capire quali siano stati gli spostamenti del ragazzo nei mesi in cui si erano perse le sue tracce, in modo da ricostruire anche la sua rete di contatti. L’obiettivo degli inquirenti è soprattutto capire se questa presunta “cellula” tedesca che ha coperto Amri e lo ha spinto verso la radicalizzazione possa avere delle ramificazioni anche nel nostro Paese. Inoltre, in base a quello che si apprende, il terrorista avrebbe espresso la sua volontà di sposare la causa della Jihad propagandata dall’ISIS nel 2015, quando aveva già conosciuto alcuni dei “reclutatori” attualmente ricercati in Europa: per cause sconosciute, tuttavia, non era mai riuscito a compiere il viaggio in Siria per completare l’addestramento e, da allora, aveva cominciato a manifestare i suoi propositi di progettare un gesto eclatante proprio in Germania.

 

 

 

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