Volontario italiano trovato morto in Burkina Faso: è giallo sulle cause

di Redazione
In Cronaca
4 novembre 2016
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Ha tutti i contorni di un vero e proprio giallo la morte, avvenuta in Burkina Faso, di un volontario di nazionalità italiana: il 66enne originario del Friuli potrebbe essere stato assassinato.

 

LA MORTE DEL VOLONTARIO – Si colora delle tinte del giallo la morte di Tonino Tonial, un volontario friulano di 66 anni che da tempo viveva e lavorava in Burkina Faso presso un’associazione locale. La notizia della morte è arrivata dall’ambasciata italiana che ha sede nella capitale Abidjan, a seguito del riconoscimento della salma dell’uomo da parte della consorte di nazionalità burkinabé: successivamente, nel corso della giornata di ieri, la Farnesina ha confermato il decesso, ma non ha fornito ulteriori particolari circa le possibili cause.

Stando a quanto dichiarato da alcuni esponenti delle forze di polizia, non sarebbero state rinvenute tracce di colluttazione né di violenza sul corpo di Tonial: tuttavia, non è esclusa affatto la pista dell’omicidio, le cui motivazioni al momento però sono ancora ignote. Al momento, il Consolato Onorario d’Italia del Burkina Faso si tiene in stretto contatto con il Ministero degli Affari Esteri e con la famiglia del volontario.

 

LA SITUAZIONE IN BURKINA FASO – Originario di Sedegliano (Udine), Tonial risiedeva da tempo ad Abidjan, dove collaborava con la Pentalux, un’associazione che si occupa di portare viveri e altri beni di prima necessità proprio dal Friuli, aiutando in special modo i profughi Saharawi. L’uomo, secondo quanto si apprende, era tornato in Burkina Faso da poco tempo per ragioni familiari: gli inquirenti confermano che però non aveva mai avuto problemi con esponenti politici del luogo, né tanto meno con alcuni gruppi criminali.

Da anni, a seguito dell’ultimo colpo di Stato, nel Burkina Faso sono frequenti rapimenti, regolamenti di conti e rappresaglie tra gruppi rivali e, per questo motivo, non è stato escluso del tutto il movente legato all’attività umanitaria di Tonial, probabilmente invisa a delle organizzazioni malavitose. Lo stesso portavoce della Pentalux ha confermato che non esisterebbero motivi apparenti per i quali il volontario italiano fosse nel mirino di qualche gruppo locale, aggiungendo che bisognerà aspettare “l’esito delle indagini e l’autopsia sul cadavere dell’uomo”.

 

 

 

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