Continua il mistero dell’Audi gialla: la vettura è stata abbandonata ad Asolo (Treviso) e data alle fiamme dai banditi

di Redazione
In Cronaca
26 gennaio 2016
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Si infittisce il mistero relativo all'Audi Rs4 gialla che, da alcuni giorni, semina il panico sulle strade del Nord-Est e che ha causato la morte di una donna: l'autovettura è stata ritrovata bruciata nella notte ad Asolo (Treviso).

 

RITROVATA L’AUDI GIALLA – Si arricchisce di un nuovo capitolo il mistero dell’Audi Rs4 gialla che, negli ultimi giorni, ha monopolizzato le cronache nazionali: l’auto, a bordo della quale si trovavano tre banditi, aveva causato la morte di una donna sul Passante di Mestre al termine di una fuga contromano a 270 km/h, prima di dileguarsi. Tuttavia, la vettura era stata avvistata ancora su diverse strade del Nord-Est, sfuggendo sempre alle forze dell’ordine e, in alcuni casi, sfidandole apertamente.

L’ultimo colpo di scena si è avuto la scorsa notte, proprio quando il cerchio si stava restringendo attorno ai tre criminali: la fuoriserie con targa del Canton Ticino è stata trovata bruciata in una strada di campagna, nei pressi di un torrente, tra i comuni di Asolo e Onè di Fonte, nel trevigiano. È probabile che i fuggitivi, sentendosi braccati, abbiano deciso di rinunciare alle loro folli corse e di abbandonare l’auto: ad avvertire la Polizia ed i Vigili del Fuoco sono stati alcuni automobilisti che hanno notato le fiamme.

 

LA FALSA PISTA – Nonostante i malviventi non abbiano lasciato alcuna traccia, è comunque arrivata la conferma che l’Audi Rs4 era quella rubata a Milano lo scorso dicembre e che da tempo era nel mirino delle forze dell’ordine. Tuttavia, ci sono invece meno certezze in relazione all’identità degli occupanti del veicolo: nella giornata di ieri una pista ritenuta credibile è stata archiviata dopo che un uomo di nazionalità albanese si è presentato presso la Questura di Torino, spiegando di non essere uno dei ricercati.

Il 32enne, arrivato da Forlì in compagnia di un legale, era balzato agli onori delle cronache per via di una foto in cui era in compagnia di due connazionali: sui social network era circolata la notizia che fossero loro i responsabili della morte della donna sul Passante di Mestre, ma l’alibi fornito dall’uomo è stato ritenuto credibile. Tuttavia gli è stato intimato di lasciare entro sette giorni il territorio nazionale, in quanto sprovvisto di permesso di soggiorno.

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