Emicrania? Combattila, riducendo il consumo di sale

di Redazione
In Scienze e Tech
19 dicembre 2014
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Sugli effetti dannosi del sale si sa da tempo. Ora, però, una ricerca americana certifica il rapporto che esiste tra il suo consumo e l'insorgere dell'emicrania.

 

Uno studio di recente pubblicazione sul “British Medical Journal” e svolto da alcuni ricercatori di stanza nell’Università di Baltimora ha svelato come cambiare le proprie abitudini alimentari, diminuendo l’uso del sale ha effetti di rilievo nella lotta all’emicrania, i cui casi si ridurrebbero in questo modo di circa un terzo.

Il mal di testa è una realtà con la quale è abbastanza normale doversi confrontar, ma il numero di studi che ha cercato di studiarne le cause e dare soluzioni per curarlo è stato fino ad oggi esiguo. La ricerca  effettuata dai ricercatori americani è stato svolta testando gli effetti dell’assunzione di tre diverse quantità di sale da parte di persone che seguivano due diversi regimi alimentari, uno a base di frutta, verdura e prodotto contenenti latticini e uno, invece, a base di prodotti di largo consumo nella società occidentale.
I soggetti coinvolti nello studio sono stati poco meno di 400 e ognuno ha seguito per un periodo di un mese uno dei due regimi alimentari, cambiandolo poi il mese successivo. Tale operazione è stata compiuta per tre volte. In questo modo i soggetti oggetto dello studio hanno per un dato periodo seguito una dieta ad alto tasso di sale oppure con un tasso medio o molto basso. Alla fine di ogni mese i soggetti hanno compilato un questionario attraverso cui gli studiosi hanno voluto accertare l’eventuale insorgere e le modalità dei mal di testa.
La conclusione a cui i ricercatori sono arrivati è che:

 

“Un’assunzione moderala di sodio si associa ad un rischio decisamente meno alto di emicranie nelle persone giovani, mentre i diversi regimi alimentari non hanno presentato alcuna conseguenza che andasse a modificare il rischio di mal di testa nelle persone adulte”.

Il direttore dell’equipe che ha svolto la ricerca ha spiegato che:

“I dati raccolti rendono fondata la tesi della sussistenza di un legame tra la pressione sanguigna e il mal di testa” e che la ricerca ha palesato come “le persone che si cibavano di alimenti ad alto contenuto di sodio è andata incontro al mal di testa il 30% in più di quanti invece si sono alimentati con cibo a basso contenuto di sodio”.

La conclusione, secondo i ricercatori, è che:

“Chi ha mal di testa dovrebbe cercare di diminuire il proprio consumo di sale, sia per prevenire il mal di testa che per abbassare la propria pressione del sangue e diminuire così la possibilità di andare incontro ad ictus o infarti”.

 

 

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