Ennesimo femminicidio in provincia di Pavia

di Redazione
In Cronaca
29 giugno 2016
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Ennesimo atto di violenza nei confronti di una donna, avvenuto a Dorno in provincia di Pavia, dove un uomo ha ucciso la sua compagna a colpi di pistola. L’uomo è stato arrestato.

 

Era una serata tranquilla a Dorno, piccolo centro di cinquemila abitanti, nell’hinterland di Pavia quella di ieri sera, serata che ha fatto da sfondo all’ennesima, orribile, tragedia familiare che ha portato ad un atto di violenza nei confronti di una donna indifesa.

Erano da poco passate le 23.00, quando dopo un violento litigio, Roberto Garini, ha impugnato una pistola e ha fatto fuoco sulla sua compagna Manuela Preceruti uccidendola sul colpo.

 

L’omicidio è stato anticipato da quella che i vicini indicano come una furiosa lite, con urla che provenivano dall’appartamento, e rumore di suppellettili infranti.

L’uomo, infermiere professionale, dopo l’omicidio si è barricato in casa e solo l’intervento dei carabinieri subito accorsi ha congelato una situazione che rischiava di peggiorare ulteriormente.

In casa, durante l’omicidio, era presente, infatti, la bambina di 12 anni che la donna aveva avuto da una precedente relazione. La ragazzina, dopo aver assistito impotente all’omicidio della madre, è stata tenuta dall’assassino in ostaggio per quasi ora, tempo servito ai militari dell’Arma per fare desistere il Garini dal compiere altri insani gesti.

I due che convivevano da molto tempo, sembravano una coppia affiatata, ed erano conosciuti nel piccolo paese per il garbo con il quale si approcciavano agli altri residenti.

L’uomo arrestato con l’accusa di omicidio e porto abusivo d’arma, è stato tradotto immediatamente nella struttura carceraria di Vigevano (Pavia) in attesa dell’udienza di convalida che dovrebbe tenersi nei prossimi giorni.

Il corpo della donna è stato trasportato all’obitorio, qui nei prossimi giorni sarà eseguita l’autopsia richiesta dal sostituto procuratore che si occupa dell’omicidio

La ragazzina, dopo i controlli ospedalieri è stata affidata su disposizione della procura pavese, ai nonni materni.

 

 

 

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