Facebook: alzato il gomito? L’assistente digitale del social bloccherà la pubblicazione di foto

di Redazione
In Scienze e Tech
18 dicembre 2014
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Tutela dell'utente o censura che si estende anche ai social? Comunque la si veda, su Facebook si prepara ad arrivare l'assistente digitale, che ci avvertirà quando una pubblicazione possa risultare poco opportuna.

 

Con i social network abbiamo preso l’abitudine (bella o brutta che la consideriate) di mettere in mostra brandelli della nostra quotidianità, per di renderci interessanti agli altri, per spirito di condivisione o molto spesso per semplice goliardia.
Questo ha portato, spesso, le persone ad abbassare sempre più l’asticella del pudore, finendo col postare foto talvolta eccessivamente imbarazzanti, senza considerare che a vederle il più delle volte non sono solamente gli amici più ristretti o i familiari, ma anche datori di lavoro o persone a noi sconosciute.

Sono numerosissime le foto sui social di persone, per esempio, dopo aver alzato il gomito, spesso nelle pose più strambe e prive di qualunque senso, oltre che dignità. Adulti dopo feste di compleanno o giovani ragazzi durante party studenteschi: la scelta è decisamente ampia!
Facebook, però, ha deciso in questo senso di eliminare certi “cattivi esempi”, finalmente. Questo sarà possibile grazie allo sviluppo di un assistente digitale, in grado di elaborare i dati del volto del soggetto ritratto, in modo da rilevare lo stato di “ubriachezza” in una certa immagine al momento dell’upload.
Fantascienza? E invece no! Sarà Yann LeCun, infatti, ha dirigere il team di ricercatori che si occuperanno di questo progetto. LeCun è uno dei membri della divisione “intelligenza artificiale” di Facebook che ad oggi spiega:

 

Possiamo sfruttare le capacità dell’apprendimento profondo per impostare un meccanismo di controllo che, nel momento in cui riconosce una situazione potenzialmente rischiosa, ricordi all’utente qualcosa del tipo “Occhio, stai postando pubblicamente. Sei proprio sicuro di volere che tua madre o il tuo capo vedano questa foto?””

Anche Google utilizza il sistema dell’apprendimento profondo, ad esempio per il riconoscimento dei volti nelle immagini all’interno del proprio motore di ricerca. Su Facebook trovate un suo impiego ogni volta che, pubblicata una foto, vi suggerisce il nome delle persone raffigurate, mentre per Microsoft invece è stato possibile sviluppare sviluppare un traduttore delle chiamate da una lingua all’altra mentre si è su Skype.à

 

 

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