Gambia: alta tensione con il Presidente uscente, i soldati dell’Ecowas pronti ad intervenire

di Redazione
In Mondo
19 gennaio 2017
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C’è grande tensione in Gambia, dove l’esercito è pronto a intervenire se il Presidente, Jammeh, dopo la sconfitta nelle elezioni, non lascerà il potere.

 

Il Gambia, stato dell’Africa occidentale che si trova vicino al Senegal, è in un momento drammatico, a poche ore dalla scadenza dell’ultimatum che è stato dato all’ex presidente, Jammeh.

Jammeh nello scorso mese di dicembre ha preso parte alle elezioni contro Adama Barrow ed è stato sconfitto, ma non intende lasciare il potere. Se il presidente non lascerà la sua carica al momento della scadenza dell’ultimatum, un esercito, di cui fanno parte soldati dei Paesi appartenenti all’Ecowas, è pronto ad entrare nello stato africano per far rispettare il risultato delle elezioni.

 

L’Ecowas è la comunità economica formata dagli Stati dell’Africa occidentale. Del contingente pronto ad intervenire in Gambia fanno parte militari di Senegal, Nigeria, Mali e Togo che erano stati messi in stato d’allerta già da diversi giorni, mentre si portavano avanti delle trattative, con colloqui tra lo stesso Jammeh ed i presidenti di Liberia e Nigeria che cercavano di convincerlo a rispettare l’esito delle elezioni e lasciare il potere.

Le truppe che formano il contingente dell’Ecowas in questo momento sono dislocate in Senegal, nelle vicinanze del confine con il Gambia, e sono pronte a passare il confine, dirigendosi verso Banjul, la capitale del Paese, quando l’Ecowas darà il via all’operazione. Il contingente comprende non solo forze terrestri, ma anche aeree e di mare, e la supervisione dei contingenti è affidata alla Nigeria, il Paese che è la maggiore potenza economica e militare della zona. Alcuni jet della aviazione nigeriana sono partiti dalla capitale, Lagos, ed anche una nave militare staziona in queste ore davanti alle coste del Ghana.

Adama Barrow, il vincitore delle elezioni di dicembre, sta cercando di trattare con Jammeh. Gli incontri si tengono tra rappresentanti delle due parti, in quanto Barrow, per ragioni di sicurezza, si trova attualmente in Senegal. Un tentativo di conciliazione è in corso da parte del Presidente della Mauritania, che ha offerto a Jammeh asilo politico nel suo stato, se effettuerà la rinuncia al potere, che aveva conquistato nel 1994, tramite un colpo di stato. L’ex Presidente, subito dopo le elezioni, aveva dichiarato di accettare il verdetto delle urne, ma in seguito ha cambiato idea ed ha accusato il suo avversario di brogli elettorali, chiedendo che un pronunciamento della Corte Costituzionale, entro sei mesi, durante i quali intendeva rimanere al potere. Una richiesta che è stata giudicata inammissibile da parte dell’Ecowas.

 

 

 

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