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Gerusalemme, tre israeliani accoltellati da un palestinese

Un giovane palestinese di circa 20 anni ha attaccato e ferito tre persone, tutte israeliane, stamattina a Gerusalemme, nei pressi della Porta di Damasco. E’ seguito l’intervento della polizia che ha colpito ed ucciso il giovane.

Nel corso della sparatoria è rimasta ferita anche una donna palestinese. Micky Rosenfeld, un portavoce della polizia, ha dichiarato che due dei feriti sono in gravi condizioni, e tutti sono ricoverati in ospedale. Il palestinese ucciso avrebbe agito insieme ad un complice che però è riuscito a fuggire.

Gli assalti con i coltelli da parte dei palestinesi non sono purtroppo una novità in Israele. Già il 10 ottobre scorso, sempre vicino alla Porta di Damasco, erano stati assaliti a colpi di coltello, tre agenti, ed anche in quella occasione l’assalitore era stato ucciso. Un altro episodio simile era avvenuto il 15 dicembre, a Raanana, una cittadina che si trova a nord di Tel Aviv. Le persone colpite sono state ancora tre, una delle quali ferita in modo grave, con il palestinese responsabile dell’accoltellamento che fu arrestato dalle forze di polizia.

La sequenza di questi episodi, tutti simili e compiuti da giovani palestinesi, fa pensare le autorità che si tratti di un piano congegnato e diluito nel tempo, per tenere alta la soglia di rischio. Dietro questa catena di assalti, tutti con i coltelli, c’è un reclutamento compiuto tra i giovani palestinesi, che vengono poi istruiti per compiere gli attentati, che vanno sempre a segno, nonostante la grande vigilanza delle forze di polizia.

Nel momento di maggiore frequenza di questi episodi, nello scorso ottobre, Netanyau, primo ministro israeliano dichiarò che si trattava di una vera e propria “ondata” di terrorismo, da combattere con tutte le forze dello stato di Israele.

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