Incendio alla raffineria Eni di Sannazzaro: nessun ferito ma si lavora al “raffreddamento” dell’impianto

di Redazione
In Cronaca
2 dicembre 2016
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Sono più rassicuranti rispetto a ieri le ultime notizie sulla raffineria Eni di Sannazzaro: dopo aver accertato che l'incendio non ha causato feriti, si lavora per "raffreddare" l'impianto.

 

Si sta lentamente normalizzando la situazione presso la raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi, in provincia di Pavia, dopo l’incendio scoppiato ieri all’interno dello stabilimento di proprietà dell’Eni. Le fiamme, sviluppatesi nell’Area Est, avevano originato una spaventosa nube di fumo alta più di 60 metri, visibile a chilometri di distanza e che aveva fatto temere, oltre che per l’incolumità dei residenti dei centri vicini, anche per l’impatto ambientale che avrebbe avuto.

Secondo quanto si apprende, i Vigili del Fuoco stanno attualmente procedendo al “raffreddamento” dell’impianto dopo aver domato le fiamme: l’obiettivo è ridurre le elevatissime temperature di alcuni settori della raffineria per evitare nuovi focolai di incendio ed esplosioni.

 

Continua il monitoraggio ambientale

L’ultimo comunicato emesso dai vertici dell’azienda multinazionale di idrocarburi ha confermato che, a parte un uomo caduto mentre cercava di fuggire, non ci sono feriti gravi tra coloro che si trovavano nella raffineria quando si sono sviluppate le fiamme. Tuttavia, gli esperti inviati dal Ministero dell’Ambiente e le autorità locali continuano a monitorare l’eventuale concentrazione di sostanze inquinanti nell’aria: secondo l’ATS (Azienda per la Tutela della Salute), inoltre, non sono state registrate tracce di particolato sul suolo e, a meno di sorprese, verrà dichiarato concluso lo stato di pre-allerta annunciato nelle località vicine a Sannazzaro.

In corso di accertamento le cause

Ad ogni modo, la Prefettura di Pavia ha rivolto un invito alle popolazioni del luogo a non uscire di casa: in particolare, è stata decisa la chiusura di diverse scuole per evitare ai più piccoli di venire a contatto con le sostanze irritanti ancora presenti nell’aria. Infatti, fino a quando non saranno state accertate le cause che hanno portato ieri allo scoppio di una pompa di carburante, nessuno si sente di affermare con certezza quali potrebbero essere le ricadute a lungo termine dell’incidente.

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