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“L’Isis mai a Bagdad”, salgono a 500 i raid americani contro il Califfato

Nella lotta per il controllo di Kobane, che dura ormai da più di un mese, gli jihadisti dell’Isis, stanno perdendo posizioni, come dimostra il ritiro da alcune zone della città al confine con la Turchia.

In questo momento le truppe dell’Isis, contrastate efficacemente dai combattenti Curdi, controllano solo un 20% della città. Secondo un funzionario turco, nei giorni scorsi le truppe jihadiste avevano in mano almeno il 40% di Kobane, ma i contrattacchi delle forze curde le hanno costrette al ritiro. Ora inizia una nuova fase, quella della “ripulitura” definitiva delle aree dell’est e del sudest della città, mentre i combattimenti proseguono nelle altre zone e, sempre secondo quanto dichiarato da Idriss Nassan, le forze curde pensano di poter cacciare completamente le truppe dell’Isis entro pochi giorni. Intanto l’aviazione statunitense sta continuando con i raid contro le truppe del Califfato, con 14 attacchi solo nelle ultime 24 ore. Il comando USA ha dichiarato che nelle giornate di mercoledì e giovedì, grazie ai raid aerei, 19 edifici che erano stai occupati dall’Isis sono stati colpiti ” con successo”. Sempre secondo il comando USA nei giorni scorsi le vittime tra i jiahdisti sono state alcune centinaia. In totale gli attacchi aerei che le forze della coalizione internazionale hanno portato contro i miliziani islamici, hanno superato quota 500, tra Siria ed Iraq. Martin Dempsey, il capo dello “Stato Maggiore”, degli Stati Uniti, ha dichiarato che la capitale irachena, Bagdad, non sarà mai presa dalle truppe islamiche, e che gli USA assisteranno la capitale iraqena  in questa lotta.
Intanto il numero dei caduti a Kobane è arrivato a quota 662, come dichiarato da fonti siriane. In questo numero non sono comprese le vittime causate dai raid aerei. Le stesse fonti hanno riferito dell’uccisione di 16 civili, causata dall’aereonautica del regime di Assad. In totale il conflitto siriano, che si prolunga ormai da due anni, ha causato oltre 200 mila vittime. La stima è stata resa nota dall’ONU.

Per quanto riguarda l’impegno dell’Italia, saranno schierati 280 militari, che saranno impegnati nell’istruzione delle truppe curde che combattono contro i jiahdisti, ma anche due Predator, velivoli senza pilota, ed un aereo “Kc-767” che effettua i rifornimenti in volo. La comunicazione di questo nuovo impegno italiano in Iraq è stata data da Roberta Pinotti, ministro della Difesa, in un discorso in Parlamento. Nello stesso tempo alcuni militari curdi, verranno in Italia per essere istruiti nell’uso di armamenti che il nostro Paese ha concesso. In Turchia, 150 esponenti del partito curdo siriano, che si erano rifugiati nel Paese, potrebbero essere espulsi. Secondo Ankara, tra loro potrebbero nascondersi degli esponenti della milizia armata. La battaglia continua comunque anche sui media, ed i jihadisti europei hanno diffuso un nuovo video, nel quale minacciano l’Occidente, parlando a “volto scoperto”, sia in inglese che in tedesco che francese.
Le loro accuse sono rivolte ai capi di stato dei Paesi occidentali, con minacce di tagliare la testa a “tutti quelli che invierete“. Attacchi personali contro Angela Merkel, accusata anche di aver fatto dei “regali” ad Israele, Hollande e Cameron.
Nel video si parla dei capi di stato occidentali, ed anche di Putin, che si “riunirebbero” contro i Musulmani, e li si avverte con le parole “perderete soltanto“.

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