Morte Dj Fabo: che cos’è il suicidio assistito?

di Redazione
In Cronaca
1 marzo 2017
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La morte di Dj Fabo è il caso del momento. In seguito a numerose richieste al Parlamento italiano e al Presidente della Repubblica, Fabiano Antoniani ha scelto di morire in Svizzera, attraverso il suicidio assistito.

 

Dj Fabo si è spento alle 11,40 del 28 febbraio, all’interno di un locale gestito da Dignitas, che ha chiarito come funziona il suicidio assistito e che la sua non è una clinica, non essendo presenti né medici né personale infermieristico. Ad accompagnarlo in Svizzera Marco Cappato, esponente politico dei Radicali Italiani, che al suo ritorno in Italia si è auto denunciato ai carabinieri. Ora rischierebbe il carcere, secondo la legislazione italiana, per istigazione al suicidio. Insieme a Dj Fabo c’era anche la sua fidanzata, Valeria Imbrogno, oltre alla famiglia e altri amici. Sulla vicenda, si è espresso anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Il premier ha affermato di essere colpito, così come tutti gli italiani, dalla morte di Dj Fabo, sottolineando come sia doveroso un confronto parlamentare. Gentiloni ha inoltre ricordato come l’attuale discussione in Parlamento sia inerente al testamento biologico e non all’eutanasia.

Cos’è il suicidio assistito

 

Quasi tutti i media televisivi e i quotidiani hanno associato la parola eutanasia alla morte del Dj Fabo. A sgombrare i dubbi circa quanto accaduto nella giornata di ieri ci ha pensato la stessa associazione Dignitas, che ha spiegato a Wired cosa è e cosa non è il suicidio assistito praticato in Svizzera. Non è, ad esempio, eutanasia volontaria, pratica illegale nel Paese elvetico. Non si può parlare di eutanasia poiché il suicidio assistito, o meglio accompagnato, prevede un’azione autonoma. Quest’ultima si traduce nell’auto-somministrazione del farmaco responsabile della morte. Anche Dj Fabo, prima di morire, ha morso il pulsante che dà il via libera al suicidio. Un punto, questo, fondamentale. Dignitas spiega infatti che qualora il paziente non fosse in grado di compiere quest’ultima azione autonomamente non si potrebbe prendere cura del caso. Inoltre, il suicidio assistito prevede che il soggetto che ne fa richiesta sia cosciente e nella piena facoltà di giudizio.

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