Economia

Perché i giovani rifiutano il lavoro a Expo

Cerchiamo di fare ordine e chiarezza, per comprendere cosa è realmente accaduto. La società Manpower ha dichiarato inizialmente che dei 645 profili selezionati sulle 27 mila domande arrivate in prima analisi, soltanto poco più della metà di essi si sono presentati per la firma e quindi l’accettazione dell’incarico. Il 46% di essi invece, hanno rinunciato. Così si è andati avanti con un secondo e poi un terzo gruppo di selezioni, raggiungendo infine l’80% di ripensamenti da parte dei giovani under 30 selezionati, che non hanno confermato. Si tratta, comunque, di un dato riportato dall’azienda di recruiting, senza fornire, però, numeri certi in merito. Possibile che su 27 mila ragazzi che hanno inviato il proprio curriculum, ben 21.600 di essi abbiano rinunciato?

Verrebbe da chiedersi se il problema non sia stato a monte, senza fare allarmismo e mostrare, aggravandola, una situazione italiana in merito al lavoro giovanile già complessa di per sé. Dalle interviste ad alcuni giovani recrutati è emerso una procedura di selezione poco chiara e disorganizzata. Si pensi che solo in questi giorni si sono avviati i rapidi corsi di formazione per i ragazzi selezionati che si occuperanno di gestire e monitorare gli 84 quartiere espositivi dell’Expo. Expo che vedrà l’inaugurazione tra una sola settimana.

Il commissario unico Sala ha cercato, comunque, delle giustificazione a questo comportamento bizzarro dei ragazzi di oggi che si permettono di rifiutare un lavoro.

“Molti di questi giovani – ha affermato Sala – hanno forse avuto nel frattempo altre offerte e comunque mi rendo conto che il lavoro temporaneo non dia le garanzie che invece vengono cercate”.

Senza parlare delle basse retribuzioni proposte, a lordo delle tasse, che non permettono un guadagno finale (se si pensa a mezzi di trasporto, alimenti, e tutte le altre esigenze primarie connesse) ai ragazzi che hanno rifiutato l’incarico. Alcuni intervistati parlano di 796 euro lordi, tutti i giorni festivi inclusi e altri ancora parlano di 500 euro lordi per contratti di stage a 40 ore settimanali, che non concorrono neanche al versamento dei contributi.

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