Pino Daniele, il re del blues napoletano

di Redazione
In Musica
4 gennaio 2016
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Un anno fa moriva Pino Daniele, l'anima blues di Napoli.

 

Pino Daniele: gli inizi – Pino Daniele da subito rivoluzionò la musica Napoletana. Messi da parte i vecchi stornelli, i vecchi ritmi, riesce a fondere il linguaggio napoletano con la musica blues, un genere tipico della tradizione nera americana. Ed è subito magia: il primo album Terra mia è un concentrato di poesia in testi e musica. E’ proprio in questo album che si trova la canzone Napul’è, che praticamente diventa da allora il simbolo di una città consapevole della propria bellezza e dei propri lati oscuri.

Insieme ad artisti del calibro di James Senese, Tullio De Piscopo, Toni Esposito, Pino Daniele ha dato vita a un’esperienza musicale unica nel panorama italiano. Oltre Terra mia, album come Pino Daniele, Vai Mò, Nero a Metà resteranno per sempre nell’olimpo della musica napoletana e italiana.

 

La trasformazione –  Pino però non era il tipo che si fermava: studiava nuovi generi, nuovi modi di suonare la chitarra. Il jazz sarà uno degli stili che influenzeranno molti dei suoi album successivi. Intanto nasce un connubio artistico con Massimo Troisi per cui scriverà le musiche di quasi tutti i film.

La fine –  Pino da tempo non abitava più a Napoli, ma alla notizia della morte il 4 gennaio 2015, la città palpitò come un cuore ferito. La fine venne a causa di un attacco cardiaco; Pino Daniele soffriva da tempo di problemi di cuore. Quella notte venne trasportato dalla famiglia da Orbetello in Toscana fino all’ospedale di Sant’Eugenio di Roma, presso il medico di fiducia di Pino. Non ci fu nulla da fare, oramai Pino non era più tra di noi. Nei giorni successivi la gente di Napoli scese in piazza come se a morire fosse stato un caro parente, alcuni ne cantavano e ne suonavano i pezzi più famosi. Pino Daniele è stato un grande musicista che ha fatto breccia nei cuori di molti.

 

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