Rapporti tesi tra la NATO e Putin: sale la tensione a causa del missile russo “Satan 2”

di Redazione
In Mondo
28 ottobre 2016
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Continua la guerra di nervi tra Russia e NATO: dopo le sanzioni comminate a Mosca, Putin ha reso noto che presto il suo Paese si doterà di una nuova testata atomica intercontinentale.

 

UN NUOVO MISSILE – Se non si parla oramai di guerra fredda, poco ci manca. Nella recente storia, infatti, non erano mai stati così tesi i rapporti tra la Russia di Vladimir Putin e il blocco dei Paesi della NATO, con gli Stati Uniti d’America in testa. Dopo le tensioni a causa dell’intervento russo in Siria e delle reciproche accuse di non aver rispettato gli impegni presi per risolvere la questione mediorientale, a complicare i rapporti diplomatici sono state le nuove sanzioni comminate a Mosca. Inoltre, è delle ultime ore la notizia che la Russia si doterà di un missile nucleare a gettata intercontinentale, “Sarmat II”, emblematicamente rinominato dalla stampa europea come “Satan 2”. La pubblicazione di un’immagine che raffigura il missile Rs28, capace di montare tre testate atomiche e di colpire anche a 11 mila chilometri di distanza, ha fatto il giro del mondo ed è stato letto da molti come un gesto di sfida da parte di Putin.

LO SPAURACCHIO RUSSO – A corredo dell’immagine incriminata, il Cremlino ha anche fornito alcuni dati tecnici: l’arma può raggiungere anche la velocità di 7.000 chilometri orari e, a detta dei tecnici che vi hanno lavorato, non esiste al momento alcuna difesa anti-aerea o scudo capace di fermarla. Insomma, “Satan 2” è uno spauracchio che Putin potrebbe utilizzare soprattutto se, a suo dire, dovessero continuare le ingerenze della NATO nella politica estera della Russia.

 

Tuttavia, non è tanto l’annuncio del nuovo missile a preoccupare gli osservatori internazionali, dal momento che non è certo negli interessi del Presidente russo dare vita a una escalation di minacce e violenza: a irritare l’Occidente è soprattutto lo schieramento di navi in assetto da guerra nelle acque del Mar Baltico e nella zona del “Grande Belt”; tuttavia, il Ministero degli Esteri russo ha smentito questa presunta “militarizzazione”, ribadendo anzi che, nel rispetto degli accordi presi, la Russia completerà lo smantellamento del suo arsenale di armi chimiche con un anno di anticipo sulla data prevista.

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