Scontri a Calais tra migranti, polizia e “no-borders” durante lo sgombero della “giungla”

di Redazione
In Mondo
1 marzo 2016
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A Calais, in Francia, le operazioni di sgombero della "giungla", sono state sospese, con la polizia che nella notte ha sparato dei lacrimogeni. Riprenderanno nella giornata di oggi.

 

A Calais, durante le operazioni di sgombero della “giungla” si sono avuti scontri tra la polizia francese, i migranti ed attivisti “no border”. La notizia è stata diffusa dalla Bbc online, che ha anche comunicato che da parte dei poliziotti, in tenuta antisommossa, sono stati sparati dei gas lacrimogeni. Gli scontri hanno avuto l’effetto di sospendere le operazioni di sgombero, che dovrebbero riprendere nella giornata odierna.

C’è tensione tra i migranti a causa di questo sgombero, che li porterebbe dall’area dove sono attualmente ad un’altra con dei container. I migranti temono che questo possa precludere la possibilità di arrivare nel Regno Unito, dove intendono stabilirsi, costringendoli a chiedere asilo in Francia.

 

Le operazioni di sgombero, con delle squadre di operai che dovevano smantellare le tende sono iniziate nella mattinata di lunedì, con le forze di polizia che controllavano le operazioni, ma successivamente sono iniziati gli scontri ed a causa di questo la polizia, intorno alle 17.00 del pomeriggio ha deciso per la sospensione. Questo non ha però riportato completamente la calma, ed anche nelle ore successive della serata si sono avuti scontri sporadici.

Un bilancio provvisorio degli scontri parla del ferimento di cinque agenti e del fermo, da parte delle forze di polizia, di quattro persone. L’evacuazione della tendopoli di Calais, nota come “giungla” era stata autorizzata giovedì scorso dal Tar della città di Lille. Il governo francese ha tenuto a precisare che lo sgombero si sarebbe svolto garantendo un carattere di “progressività” e di “umanità” nei confronti delle persone coinvolte. Secondo Parigi, a tutti i migranti che si trovano nella “giungla” viene proposto di scegliere tra lo spostamento in container riscaldati, e quello in centri di accoglienza. Le associazioni Ong hanno fatto conoscere una stima del numero delle persone coinvolte nelle operazioni, circa 3400, mentre per la locale prefettura si tratta di circa un migliaio.

Nel cielo di Calais si sono alzate delle dense colonne di fumo, quando alcune delle tende e delle capanne che dovevano essere sgombrate, sono state incendiate, dando il via agli scontri successivi. Nello stesso tempo da parte della polizia belga c’è stato un annuncio nel quale si comunica come durante i controlli alla frontiera con la Francia, nella settimana scorsa, siano state respinte 619 persone. I controlli erano stati attivati proprio per evitare l’ingresso in Belgio dei migranti di Calais.

 

 

 

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