Sicurezza sul web: il battito cardiaco sarà la password personale

di Redazione
In Scienze e Tech
29 marzo 2017
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Il progetto che tocca in modo sensibile il mondo della tecnologia riguarda la sicurezza sul web: il battito cardiaco diventerà infatti una password personale di riconoscimento.

 

I cyber attacchi stanno diventando sempre più frequenti anche grazie all’enorme diffusione dell’utilizzo di internet. Nessuna password, quindi, si rende totalmente sicura e garantita di fronte al progredire delle conoscenze degli hacker, ecco perché alcuni giovani studenti di Torino e di Mantova hanno avviato un progetto molto interessante e assolutamente realizzabile: tramutare il battito cardiaco in una password invalicabile.
Il dispositivo capace di trasformare il proprio battito cardiaco in password si chiama Cardiold, ed è stato realizzato dai tre studenti Andrea Domenico Mourglia, Mattia Borgna e Filippo Pairotti.
Il sistema di bioingegeneria converte il battito cardiaco in password basandosi sull’elettrocardiogramma (ECG), sfruttando il segnale elettrico rilevato da elettrodi posizionati sui polsi.
Quando il segnale elettrico del battito cardiaco è stato digitalizzato e riportato sullo smartphone o sul tablet tramite Bluetooth, si ottiene successivamente un riconoscimento automatico senza nemmeno la necessità di digitare numeri o sequenze alfanumeriche.
Il metodo, oltre che interessante, intelligente e all’avanguardia, mostra anche una certa praticità effettiva, associata ad una garanzia di sicurezza mai ottenuta prima con i metodi comunemente sfruttati fino ad ora.
Inoltre, il metodo di riconoscimento è stato valutato e testato con 7 persone di cui è stato riportato il segnale elettrico del proprio ECG sul dispositivo mobile personale, ottenendo un successo totalizzante nonostante il basso numero di campioni posti in esame.
A questo progetto, poi, si è affiancato quello di altri tre giovani inventori di Mantova, Elia Gambarin, Alessandro Gaburro e Marco Battisti, che hanno studiato un metodo di coltivazione di piante senza terreno, attraverso una torre iperbolica che riduce il consumo di pesticidi e di acqua, con l’uso delle energie rinnovabili.

 

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