USA: dove la Cospirazione regna sovrana, 12 milioni credono ai Rettiliani, 90 agli Ufo

di Giuseppe Genova
In Misteri
8 aprile 2013
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Pubblicato dalla rivista The Atlantic un sondaggio sui miti a cui credono gli Americani. Emergerebbero ben 12 milioni di seguaci delle teorie Hickiane legate alla presenza di Rettiliani, quasi 100 i fanatici di extraterrestri e una consistente fetta di persone oltre Oceano (40 milioni) a pensare che Obama sia un novello AntiCristo. Arriva, però, la precisazione dell'ente di sondaggi che parla di un campione di sole 1247 persone.

 

Nonostante sia una delle teorie complottistiche più originali e controverse, sembra che quella riguardante i rettiliani abbia al suo seguito una folta schiera di sostenitori.

E’ quello che, a quanto pare, emerge da un sondaggio pubblicato da The Atlantic, famosa rivista culturale made in USA, sul suo portale web, dal quale si evince che a credere alle teorie dello scrittore David Icke siano ben 12 milioni di Americani. Dodici milioni  sarebbero una inezia se paragonati ai 90 che credono nell’esistenza degli extraterrestri o agli oltre 116 convinti che il riscaldamento globale sia soltanto una bufala oppure ai circa 43 milioni, che secondo The Atlantic, hanno affermato di credere all’esistenza del Bigfoot, la leggendaria e mostruosa creatura protagonista di diversi film e serie tv fantascientifiche. Passi pure che per oltre 40 milioni di Americani Obama sarebbe l’anticristo, poiché anche questo veniva chiesto al pubblico statunitense nel sondaggio condotto dalla Public Policy Pulling; del resto quest’ultimo quesito potrebbe avere chiare implicazioni politiche specie se si considera che sarebbero  più di 130 milioni di persone a concordare con  il fatto che l’ex presidente Bush abbia mentito all’opinione pubblica riguardo il possesso di armi di distruzione di massa da parte dell’Iraq. Ma che 12 milioni di Americani diano credito alle teorie cospirazioniste di Icke, secondo il quale l’umanità sarebbe soggiogata da una cerchia di rettiloidi capaci di assumere, all’occorrenza, sembianze umane e ricoprire le più importanti cariche istituzionali, per The Atlantic sarebbe davvero troppo o quantomeno abbastanza per mettere in discussione l’attendibilità dei dati divulgati dall’agenzia PPP che d’altra parte ha già condotto inchieste quantomai artistiche sottoponendo gli intervistatori a domande non proprio ortodosse.

 

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In realtà a chiarire il malinteso è stata proprio Foreign Policy precisando che i dati del sondaggio proposto da Public Policy Pulling, basato su un sistema automatizzato di interviste telefoniche, non dovevano riferirsi all’intera popolazione degli Stati Uniti ma ad un campione di 1247 americani intervistati dal 27 al 30 Marzo scorso.

 

 

 

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