USA, pacchi bomba ai Democratici e alla CNN: segnale politico in vista delle elezioni?

di Redazione
In Mondo
25 ottobre 2018
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I pacchi bomba inviati in serie nella giornata di ieri a Barack Obama, Hillary Clinton, ad altri esponenti democratici e alla sede della CNN hanno fatto ripiombare gli Stati Uniti nell'incubo del terrorismo

 

La giornata dei pacchi bomba

La serie di pacchi esplosivi recapitati ieri all’ex Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, all’ex candidata democratica, Hillary Clinton, e a diversi esponenti di spicco del loro partito ha fatto vivere all’America intera una giornata di paura come non succedeva da tempo: le bombe rudimentali inviate loro (oltre che alla sede dell’emittente CNN), in una sorta di attacco simultaneo in diversi luoghi – che, con le dovute proporzioni, ha ricordato quello dell’11 settembre – hanno fatto pensare a un gesto simbolico in vista delle Elezioni di Midterm 2018, ma anche a dei possibili emuli di Unabomber.

E mentre l’FBI ha già avviato una inchiesta per capire quale sia il movente dietro questi attacchi (anche se sono stati derubricati a episodi di “terrorismo domestico“), una dura presa di posizione è arrivata da parte di Donald Trump che ha stigmatizzato questi atti di violenza e invitato all’unità nazionale.

 

Le reazioni e le polemiche politiche

Tuttavia, il discorso dell’inquilino della Casa Bianca non ha convinto tutti e anzi, in un clima di tensione palpabile, ha portato alcuni ad esacerbare lo scontro politico dato che secondo i suoi detrattori il primo che sarebbe chiamato ad abbassare i toni e a non insultare gli avversari, fomentando l’odio tra le fazioni opposte, dovrebbe essere proprio il Presidente degli Stati Uniti.

Per fortuna, nessuno dei pacchi realizzati con delle buste gialle, nastro isolante e ordigni probabilmente assemblati in ambito domestico è esploso e, secondo gli investigatori, non tutti sarebbero collegati tra di loro, come ad esempio quelli inviati al magnate George Soros alcuni giorni fa e ieri ad Andrew Cuomo, Governatore dello Stato di New York: dunque potrebbe non essere solo una strategia volta a colpire il locale Partito Democratico in vista della importante tornata elettorale che si sta svolgendo in tutto il Paese, ma potrebbe esservi anche un disegno politico molto più articolato e ancora da decifrare.

 

 

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