Economia

730 precompilato: dichiarazione errata? Il contribuente non ne risponde più

In materia di Fisco, inutile sottolineare come mese per mese e di legislazione in legislazione, vi siano sempre delle novità. Queste riguardano prevalentemente  le voci o i modelli per le dichiarazioni, ma questa volta, invece, interessano gli intermediari fiscali ovvero tutti coloro, persone fisiche o società, che “aiutano” i dichiaranti a presentare la propria dichiarazione dei redditi.
Tra le novità introdotte dall’ingresso del nuovo 730 precompilato gli intermediari, quindi Caf, commercialisti e consulenti fiscali, saranno chiamati in causa in modo diretto in caso di errori. Quelle che nei scorsi mesi e anni erano colpe sempre e solo in capo ai dichiaranti, ora peseranno sugli intermediari chiamati a rilasciare il cosiddetto visto di conformità alla presentazione della dichiarazione.

A chiudere il cerchio e a dissipare ogni dubbio sulla questione, ci ha pensato l’Agenzia delle entrate che, attraverso una circolare, ha elencato una serie di situazioni in cui saranno gli intermediari fiscali ad essere considerati responsabili della presenza di eventuali imprecisioni.
Naturalmente si parla dei casi riguardanti i 730 precompilati che, prima di essere presentati ed ottenere il visto ufficiale, dovranno essere controllati soprattutto in quelle parti che riguardano acconti versati, deduzioni, le ritenute e addizionali che arrivano dalle Certificazioni uniche, ma non meno per tutto quanto attiene a detrazioni, crediti d’imposta ed eccedenze. Sarà per queste voci che, se non compilate a dovere o con i giusti numeri, gli intermediari potranno finire nei guai.

Solo in presenza di prove oggettive che le cifre e i numeri siano figli di una volontà fraudolenta dei dichiaranti, gli intermediari non saranno più punibili. Lo stesso varrà per i dati figli di Certificazioni uniche compilate erroneamente dai cosiddetti sostituti d’imposta, quando enti previdenziali o società sostituiscano il titolare nel redigere le stesse. In questo caso precisa ancora l’Agenzia delle entrate, la responsabilità della dichiarazione errata penderebbe in capo al sostituto d’imposta, che, eventualmente, potrebbe dove rispondere anche nei confronti dei contribuenti che intendessero rivalersi.

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