Addio a Joe Cocker, ha fatto la storia del rock

di Redazione
In Musica
23 dicembre 2014
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Ieri il mondo ha dovuto dire addio a Joe Cocker, altro grande esponente di una generazione di musicisti che hanno fatto la storia del rock.

 

Joe Cocker, che aveva spento 70 candeline nel mese scorso, non delizierà più gli amanti della musica con la propria inconfondibile voce. L’artista è infatti spirato nel suo ranch in Colorado. A confermare la notizia, rilanciata per prima dalla BBC, è stato il suo amico ed agente, il quale ha affermato che da oggi c’è un vuoto che è impensabile riuscire a colmare. A stroncare uno dei re del rock contemporaneo è stato un cancro ai polmoni.

La sua parabola artistica era iniziata presto: nato a Sheffield, ancora adolescente aveva infatti cominciato a cantare prima come solista e poi mettendo su una band. La canzone con cui si affacciò sul mercato discografico inglese fu una rivisitazione della canzone dei Beatles “I’ll Cry Instead“. Dopo aver conquistato una certa notorietà nel proprio Paese natale, fama raggiunta in particolare con “Marjorine“, il passaggio da artista abbastanza conosciuto a star di livello mondiale avviene ancora grazie ai Beatles.

 

La sua rivisitazione di “With a Little Help from My Friends” e la seguente esibizione a Woodstock ne fanno un personaggio di fama internazionale.
L’inizio degli anni ’70 fu però segnato da un calo di popolarità e di ispirazione, conseguenza del suo incontro con alcol e droga. Tuttavia la sua voce roca e potente tornò a graffiare nella seconda metà del decennio successivo, quando la sua interpretazione di “You Can Leave Your Hat On” ha contribuito a rendere leggendaria la scena dello spogliarello di Kim Basinger in “9 settimane e ½”.

Pochi anni prima, nel 1983 era arrivato anche un Oscar, diviso con Jennifer Warners, per il pezzo “Up Where We Belong“, facente parte della soundtrack di un altro film icona di quegli anni: “Ufficiale e gentiluomo”.

Negli anni successivi ha continuato la propria attività artistica e l’ultimo disco risale a 2 anni fa. Di lui rimarranno, oltre la voce, la grande presenza scenica: Cocker aveva infatti un modo tutto suo di stare sul palco e le sue movenze portarono John Belushi, un altro grande artista scomparso prematuramente, a farne un’imitazione che è passata alla storia. Questa imitazione piaceva molto a Cocker, tanto che in una puntata del “Saturday Night Live” i due diedero vita ad un duetto che è storia della tv americana.

 

 

 

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