Alex Schwazer ci ricasca? Trovato positivo ad un controllo anti-doping

di Redazione
In Sport
22 giugno 2016
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Gli spettri del doping si allungano nuovamente sulla carriera del maratoneta Alex Schwazer. Alle 18 conferenza stampa a Bolzano.

 

L’altoatesino, tornato alle gare nella marcia di 50 km delle terme di Caracalla, è risultato positivo ad un test antidoping. Dopo la squalifica di 3 anni e 8 mesi per Epo, Alex Schwazer sembrerebbe esserci ricascato. A dare per prima la notizia la Gazzetta dello Sport nella serata di ieri, quando erano le ore 18. A tarda sera la notizia era già diventata virale.

“È impossibile, è impossibile”, il primo commento che trapela dall’entourage dello sportivo. Il legale di Schwazer ha invece indetto una conferenza stampa per questo pomeriggio alle ore 18, alla quale dovrebbe presenziare anche l’atleta azzurro. L’avvocato ha già annunciato che difenderà il suo assistito facendo causa a chi ha mosso queste accuse. Gerhard Brandstatter, questo il nome dell’avvocato, ha inoltre dichiarato

 

“Si tratta di accuse false e mostruose”

ed affermato che è successo quello che Schwazer si aspettava fin dal suo ritorno alle competizioni. Ricordiamo che il 31 enne di Vipiteno aveva staccato il pass per partecipare alle Olimpiadi di Rio grazie al successo straordinario nella 50 km a Roma, prova di Coppa del Mondo, avvicinando perfino il suo primato, nonostante fosse la sua prima gara dal 2012.

La positività si riferisce ad un controllo antidoping a sorpresa del 1 gennaio scorso. Il primo test aveva dato esito negativo. Così come gli altri 15 a cui si era sottoposto Schwazer in questi mesi. Lo stesso campione del 1 gennaio ha però dato esito positivo in un nuovo controllo effettuato quattro giorni dopo la vittoria a Roma.

Il livello di testosterone è 11 volte superiore alla norma. I complottisti si chiedono come sia possibile che le controanalisi indichino valori così diversi rispetto al primo test. Per il suo rientro all’attività agonistica, Schwazer si era circondato dei migliori professionisti, come ad esempio Sandro Donati, un vero e proprio guru dell’antidoping.

Le prime dichiarazioni circa la positività di Schwazer arrivano dal mondo dell’atletica e dello sport. Il presidente della Fidal, Alfio Giomi, si è detto sconvolto per quanto accaduto, incredulo anche lui di fronte alla notizia che ha spezzato la tranquillità della comitiva azzurra prima di Rio. Ha parlato di fatto grave Filippo Magnini, che ha ricordato come sia inutile vincere barando.

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