Amatrice: trovato il corpo dell’ultima vittima sotto le macerie dell’hotel Roma

di Redazione
In Cronaca
31 agosto 2016
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Mentre si tenevano i funerali delle vittime, ad Amatrice si continuava a scavare. Recuperato l’ultimo corpo sotto le macerie dell’Hotel Roma. Era incastrato tra calcinacci ed una trave in cemento armato.

 

Era il giorno dei funerali, ieri ad Amatrice, alla presenza del Presidente della Repubblica e di molte alte cariche, ma i soccorritori continuavano a scavare tra le macerie, e nelle prime ore della mattina è stata recuperata anche l’ultima vittima del crollo dell’hotel Roma.

Secondo la lista degli ospiti della tragica notte, non dovrebbero esserci più corpi sotto le macerie, ma i soccorritori continueranno nel lavoro di scavo per ispezionare tutte le stanze dell’albergo. Il corpo dell’ultima vittima è stato recuperato sotto i calcinacci ed una trave di cemento armato, ad un livello 10 metri inferiore a quello della stanza in cui si trovava al momento del sisma.

 

Intanto nella notte è continuato lo sciame sismico con scosse di magnitudo variabile tra 2,5 e 3,1 che hanno interessato località nelle province di Ascoli Piceno, Macerata e Perugia. Per quanto riguarda il fronte “giudiziario”, c’è stato il sequestro di circa 100 edifici da parte della Procura di Rieti, e tra questi la scuola “Romolo Capranica” di Amatrice, che negli ultimi tempi aveva subito delle opere di ristrutturazione, senza però effettuare l’adeguamento “antisismico”.

Si inizia già a pensare alla ricostruzione, ed anche l’Anac vuole vederci chiaro sugli appalti che hanno interessato i lavori relativi alla scuola, e non solo quelli. Il presidente di Anac, Cantone, che ha parlato della necessità di una unica “cabina di regia” in modo da evitare la corruzione, tanto più facile, quanto più è “polverizzato” il sistema di assegnazione, e di evitare deroghe, che non sono un “buon segnale”.

Durante i funerali, il Vescovo di Rieti che li ha celebrati, ha detto “Non uccide il sisma, ma l’uomo”, ed ha parlato poi anche della ricostruzione, spiegando che non si deve risolvere in una “querelle politica“, ma che deve riuscire a far rivivere quelle bellezze delle quali non siamo i padroni ma i custodi. Nell’ambito dei funerali, ha parlato anche Sergio Pirozzi, sindaco della cittadina distrutta dal sisma, dichiarando la volontà di “restare qui”, e che i morti hanno “pagato” l’amore per la loro terra. Una frase che tutti i presenti hanno fortemente ed a lungo applaudito. Sull’altare presente sotto la tensostruttura, sul quale il Vescovo ha celebrato la messa funebre, era stato posto il crocifisso in legno salvato da una delle chiese della cittadina.

 

 

 

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