Attacco a Jalalabad: asserragliata la sede di Save the Children

di Redazione
In Mondo
24 gennaio 2018
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Un’auto piena di esplosivo è stata scagliata contro la sede della Ong Save the Children. Al termine dell’azione, è arrivato anche un commando di cui tre componenti sono stati uccisi dalle forze speciali. Gli altri sono rimasti asserragliati nell'edificio e i talebani hanno preso le distanze dall'attacco.

 

Ore di terrore a Jalalabad a causa di un doppio attacco alla sede di Save the Children. Ad aver dato inizio all’assalto è stato un kamikaze che si è fatto esplodere di fronte all’entrata principale della Ong. A seguire, l’edificio è stato messo sotto assedio da un gruppo di terroristi.

Il bilancio parla di un morto e 14 feriti. Stando alle prime dichiarazioni fornite, pare che ad essere rimasto vittima dell’attacco sia stato proprio un militare. Ad aver perso la vita nell’attacco sono stati anche 3 terroristi contro i quali le forze speciali afghane hanno aperto il fuoco. Il resto del commando è rimasto asserragliato nell’edificio.

 

I testimoni hanno parlato di una vera e propria guerriglia urbana che ha messo letteralmente a ferro e fuoco la cittadina di Jalalabad. Com’è noto, Save the Children è una Ong internazionale che da molti anni si occupa della difesa dei diritti dei più piccoli, operando in zone del mondo in cui la fame e la povertà sono ancora dilaganti. Quella di scegliere le sedi di Ong è ormai uno schema consolidato da parte dei terroristi, considerando anche il deterioramento della situazione sotto il profilo della sicurezza.

Per il momento, però, i talebani hanno fatto presente di non essere in alcun modo coinvolti in tale attacco. Ad aver diffuso questa notizia è stato Zabihullah Mujahid a mezzo Twitter. Tale smentita, se dovesse essere confermata, non farebbe altro che confermare l’ipotesi di un attacco organizzato dall’Isis. A questo punto, non resta altro da fare che attendere ulteriori sviluppi in merito a questo attacco che, se dovesse essere opera dell’Isis, potrebbe alterare non poco gli equilibri all’interno del Paese.

 

 

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