Calais: i migranti si cuciono la bocca per protesta

di Redazione
In Mondo
3 marzo 2016
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Lo sgombero della "giungla" di Calais continua tra scontri e proteste. Nella giornata di ieri alcuni migranti si sono cuciti la bocca. La polizia ha aumentato i transennamenti del campo.

 

A Calais continua l’operazione di smantellamento della “giungla”, e proseguono anche le proteste dei migranti. Alcuni di loro, di nazionalità iraniana, in segno di protesta si sono cuciti la bocca usando ago e filo ed hanno dato poi vita ad un corteo che ha attraversato il campo mostrando le bocche cicute ai fotografi ed agli operatori televisivi, facendo così immediatamente rimbalzare queste immagini nelle case di tutto il mondo.

Alcuni migranti portavano anche dei cartelli nei quali c’erano scritte come “Siamo umani” e “Dov’è la vostra democrazia? Dov’è la vostra libertà?”. Lo smantellamento ed il trasferimento dei migranti dalla “giungla” ad altre zone di accoglienza è arrivato al terzo giorno ma le proteste non accennano a diminuire. Alcuni addetti dell’organizzazione “Medecins sans frontieres” parlando con i giornalisti, hanno detto che i migranti avevano chiesto a loro di cucire le bocche, ma che avendo ricevuto risposta negativa lo hanno fatto da soli, anche in condizioni sanitarie precarie, solo riscaldando gli aghi impiegati per la cucitura.

 

Una situazione che ha suscitato profonda impressione, come ha commentato anche Etienne Desplanques, la prefetto di Calais, che non ha comunque giustificato i gesti, definiti estremi, soprattutto quando lo stato che li ospita sta cercando in tutte le maniere di porre termine alle condizioni indegne di vita dei migranti.

Nella giornata di ieri sono tornate in azione anche le ruspe, in particolare nella zona sud del campo, e si sono ripetuti incendi e scontri con la polizia che ha effettuato diversi fermi, sia tra i migranti che tra i gruppi di “no borders”. Oltre a cucirsi le bocche, altri migranti sono saliti sui tetti di alcune baracche minacciando il taglio delle vene con un coltello. La situazione viene tenuta sotto attento controllo da parte del ministero dell’Interno, ed il ministro Bernard Cazeneuve ha dichiarato che le operazioni di sgombero continueranno.

Il giorno precedente la polizia era intervenuta in assetto antiguerriglia, ed aveva iniziato a lanciare lacrimogeni, specialmente contro gli attivisti, che stavano effettuando lanci di pietre. Nel campo si trovano circa 1000 profughi che non hanno nessuna intenzione di trasferirsi in altri luoghi perché intendono attraversare il canale della Manica per arrivare in Gran Bretagna.

proteste calais

 

 

 

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