Dieta vegana: quando bisogna interromperla

di Redazione
In Donna
19 dicembre 2014
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Dieta vegana, una moda o uno stile di vita? Scelte alimentari, con rischi e benefici, che è opportuno conoscere prima di intraprenderle, per non incorrere in vere e proprie carenze nutrizionali.

 

Seguire la moda del momento, in campo alimentare, è essere vegetariani o addirittura vegani; tali movimenti nascono come filosofie di vita, basate sulla negazione dello sfruttamento degli animali per qualsiasi fine, da quello alimentare, all’abbigliamento, alla cosmetica a tutto ciò che possa derivare da essi.
È in continuo aumento, nel mondo, la popolazione che si converte a tali pratiche alimentari, in Italia sono circa 7 milioni. Queste diete escludono il cibo animale in ogni sua forma e tutti i prodotti derivati nell’alimentazione vegana, mentre i vegetariani consumano derivati quali latte, uova, formaggi e miele.

Se l’obiettivo è perdere peso in poco tempo, la dieta vegana è quella che offre i migliori risultati, perché è povera di grassi ed è più ricca di fibre, derivate dal maggior consumo di cereali integrali che hanno un indice di sazietà più elevato. Ma, una simile dieta non può essere intrapresa da un giorno all’altro e senza il controllo di un medico competente, poiché la dieta vegana causa carenze alimentari di elementi quali ferro, iodio, zinco, calcio, vitamina D3, e soprattutto vitamina B12, per quest’ultima è richiesta un’integrazione supplementare in quanto non è presente in nessun alimento di origine vegetale.

 

Il rischio per la salute è notevole, si può avvertire spossatezza, mancanza di energie, astenia, difficoltà di concentrazione che, se sottovalutate, e senza gli opportuni accorgimenti, possono aggravare il quadro.

I vegani possono vivere in salute se assumono gli alimenti e gli integratori opportuni, in modo consapevole e sotto controllo clinico, per consentire un corretto bilanciamento dei nutrienti; ma, la dieta vegana non è adatta a tutti, è il caso dei bambini che hanno bisogno di un’alimentazione completa perché organismi in crescita, altrimenti si corre il rischio di patologie dello sviluppo; inoltre, se si soffre di particolari patologie non è opportuno intraprendere questo tipo di alimentazione, come non lo è per gli anziani e le donne in stato di gravidanza se non seguiti in modo opportuno.

Essere vegani non è sinonimo di buona salute, ci deve essere equilibrio nel regime alimentare che si segue: aumentare l’apporto di frutta e verdura, di alimenti di origine vegetale, riducendo a poche porzioni alla settimana quelli di origine animale, come pure, aumentare l’apporto di cereali integrali a scapito di quelli raffinati, ridurre i grassi saturi, presenti in tutti i cibi confezionati, è salutare sia che si segua un’alimentazione vegana, sia se si è onnivori.

 

 

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