Esplosione ad Ankara: ennesimo attacco al cuore della Turchia

di Redazione
In Mondo
18 febbraio 2016
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Alle 18 di ieri, 17 Febbraio, un'autobomba è stata fatta saltare in aria ad un incrocio della capitale turca, andando ad investire un convoglio militare. Al momento il pesantissimo bilancio è di 28 morti e 60 feriti.

 

Il quartiere di Kizilay, nel centro della città, vede la presenza di numerose basi militari: pare sia proprio questo il movente che lo ha candidato a teatro di questa nuova esplosione. La dinamica non è ancora definita in modo univoco: pare che l’obiettivo fosse un pullman, fermo ad un semaforo, che trasportava membri dell’esercito turco.

Sembra, invece, sicura la matrice curdo-siriana. È stato identificato, nell’attentatore 24enne, un membro delle milizie dell’YPG (Unità di Protezione Popolare), organismo coinvolto nella guerra contro lo Stato Islamico in Siria; la polizia turca ha arrestato 9 persone il cui coinvolgimento in questa luttuosa vicenda deve essere accertato. Quello su cui non ci sono dubbi è la conta delle vittime: uno scenario devastante, fatto di 28 morti e 60 feriti.

 

Non è stato colpito solo l’esercito: tra i caduti, sfortunatamente, si riferisce anche la presenza di membri della società civile. Infatti l’esplosione è avvenuta alle 18, ora di punta del traffico locale: oltre al convoglio militare sono stati raggiunti dalle fiamme anche i veicoli ad esso vicini. I vertici della classe dirigente turca hanno immediatamente fatto quadrato per fronteggiare e gestire questa situazione di emergenza: il premier, Ahmet Davutoğlu, ha annullato il suo viaggio, precedentemente fissato, per Bruxelles, dove doveva intervenire ad un vertice UE.

Ricordiamo che quest’attentato si inserisce nella nutrita schiera di eventi terroristici che hanno interessato la Turchia nel recente passato: il più rilevante ha avuto luogo il 10 Ottobre, sempre ad Ankara, causando almeno un centinaio di vittime durante una manifestazione per la pace, promossa proprio da organizzazioni curde (in quel caso l’agente terroristico era stato identificato nello Stato Islamico).

La comunità internazionale si è subito mossa nel professare solidarietà alla Turchia ed al suo popolo: il Ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, ha espresso tutto il nostro cordoglio al governo di Ankara dove, peraltro, è prefissata una sua visita la prossima domenica.

attentato Ankara

 

 

 

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