«Gossip Girl» come un’ode a New York

di Redazione
In Serie TV
14 febbraio 2013
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E' on air su Mya (al martedì, ore 21 su Mediaset Premium) la sesta e ultima stagione di Gossip Girl. Le vicende dei ragazzi dell'Upper East Side troveranno una giusta conclusione e, probabilmente, si scoprirà chi sta dietro la voce narrante della serie. La figura che ha ricamato il tessuto di ogni intreccio, manovratore e testimone al tempo stesso di una società elegante e viziata.

 

Gossip Girl non è semplicemente storia di relazioni e tradimenti, ma uno spaccato della società, la raffinata classe privilegiata di New York e non solo. L’altra faccia della medaglia è rappresentata da chi insegue quel modello, personaggi costantemente orientati all’autoconservazione. In Gossip Girl ci sono tutti gli ingredienti che spingono a mettere questa serie sullo stesso piano di un magazine. Ed è proprio questa la filosofia che sta dietro al successo come hanno giustamente argomentato Josh Schwartz e Stephanie Savage.

Le puntate sono come riviste, condensati di moda, design e musica. Molto spesso infatti sono apparsi gruppi e cantanti famosi che hanno arricchito il cast della serie. Tra questi si ricordano in particolare i “Sonic Youth” e i “Florence and The Machine”.

 

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Si può dire inoltre che Gossip Girl abbia avuto qualità pionieristiche perché capace di anticipare tematiche molto attuali. Smartphone e Social Network nel 2007, data nella quale la serie è partita, non avevano ancora raggiunto il picco di popolarità e consumi a cui assistiamo oggi.

Ciò che maggiormente si apprezza di questo “teen drama” è sicuramente l’ambientazione. Le scene sono state girate tutte a New York coinvolgendo università, quartieri della moda e locali di tendenza tanto da spingere a definire Gossip Girl come un’ “Ode alla città” in grado di raccogliere l’eredità lasciata da un’altra serie di grandissimo successo: “Sex and the City”.

 

 

 

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